svolte dal compartimento regionale di Polizia Postale e dalla Procura di Reggio Calabria, con le gravi accusa di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico tramite i social network.
L'uomo sarebbe stato scoperto a seguito di una segnalazione pervenuta dal circuito internazionale di cooperazione contro lo sfruttamento dei minori, coordinato sul territorio dal centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online, che studia e monitora gli abusi e la diffusione di materiale illecito. Operazioni, queste, spesso collegate direttamente a realtà criminali internazionali, che celano veri e propri gruppi organizzati.
A seguito della segnalazione è stato avviato un intenso "pedinamento informatico", che ha permesso di raccogliere prove ed individuare le tracce lasciate dall'uomo. Questo infatti conservava oltre mille file - tra foto e video - su hard disk ed in cloud, tramite servizi online, ritraenti minori, anche in tenera età, abusati sessualmente da adulti.
Il tutto è stato documentato dagli agenti durante un'apposita perquisizione, alla quale sono seguite indagini tecniche svolta proprio sui file e sul materiale conservato. Per tali motivi è scattato l'arresto per direttissima in flagranza di reato.
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