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Cosenza, non c’è altra alternativa alla vittoria

Cosenza, non c’è altra alternativa alla vittoria

A Spezia per vincere. Solo questa è l’opzione ammessa.

Non c’è altra alternativa. Il Cosenza si prepara alla prossima sfida nel campionato di serie B, sfida rinviata per la scomparsa del Santo Padre. Al cospetto dei rossoblù lo Spezia, che naviga nelle posizioni nobili della classifica: un impegno ai limiti del proibitivo del Cosenza, che non ha altro che la vittoria come risultato a disposizione per poter ancora ambire a sogni di salvezza.

Un avversario, lo Spezia, che l’allenatore del Cosenza Massimiliano Alvini conosce benissimo: «Sono una squadra forte, lo dissi il 26 agosto quando facemmo 0-0 al termine di una partita straordinaria. E le previsioni sono andate in quella direzione». Per provare quantomeno ad accorciare le distanze con le rivali per la salvezza, sperando anche in un loro passo falso, servono necessariamente i tre punti, e di questo ne è consapevole tutto l’ambiente anche se resta un contesto molto complicato. Come dimostra poi un Alvini mai visto e sentito prima. Sarà forse questa atmosfera di fine stagione, che, in casa Cosenza, sembra essere improntata molto alla rassegnazione, ma per una volta Alvini ha deciso di parlare anche di questioni che vanno oltre l’aspetto calcistico, ma che certamente lo condizionano. Ed alla domanda relativa alla mancanza di comunicazione da parte della società, il tecnico ha ammesso, in tal senso, di essere stato lasciato troppo solo anche nelle conferenze stampa: «Ritengo che sia stato anche questo un piccolo problema che possiamo avere avuto», ha confidato Alvini agli organi di informazione dopo l’ultimo match contro il Brescia. Il distacco in classifica appare ormai incolmabile anche in considerazione delle sole cinque giornate che restano al termine del campionato, ma una cosa è chiara anche nelle parole del tecnico: la squadra ha dato tutto e darà tutto fino alla fine. «Dal punto di vista professionale – ha ribadito il tecnico – la squadra lavora forte e su questo non c’è nulla da dire. Sono ragazzi anche sensibili, è

un piacere allenarli. Sono tornato anche per questo. Anche i giocatori sono delusi, sono affranti, ma – ha sostenuto l’allenatore rossoblù - la voglia di andare in campo a faticare non è mai mancata».

Infine, la società del Cosenza ha inviato un messaggio di cordoglio alla Chiesa per la scomparsa di Papa Francesco: «Un uomo semplice, vicino alla gente, alle periferie. Sapeva sorprendere, innovare. In questi anni, più volte, ha ricevuto il presidente Eugenio Guarascio e altri dirigenti dimostrando grande attenzione per il mondo del calcio. Ci lascia un esempio di grande coraggio e ognuno di noi dovrà farne tesoro».

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