Ha retto l’impianto accusatorio allestito dalla Dda di Catanzaro. il procuratore Gratteri: «Decisione importante che ci stimola ad andare avanti»
Una sentenza di portata storica al fondo di un'inchiesta che rappresenta una pietra miliare nella lotta alla 'ndrangheta. Nell'aula bunker di Lamezia Terme, diventata il simbolo del riscatto della Calabria dal giogo della criminalità organizzata, è arrivata la decisione sul filone dell'operazione "Rinascita Scott" che si è celebrato con il rito abbreviato: il blitz, imponente nei numeri e nella profondità delle accuse, ha portato alla sbarra i più pericolosi clan del Vibonese, boss e gregari delle cosche ma anche la loro rete di rapporti con il mondo della politica, delle istituzioni, delle professioni e dei colletti bianchi. Ha retto l'impianto accusatorio allestito dalla Dda di Catanzaro guidata dal procuratore Nicola Gratteri, visto che alla fine del processo ci sono state solo una decina le assoluzioni su 90 imputati. La sentenza è arrivata a due anni di distanza dal maxiblitz con oltre 300 arresti il 19 dicembre 2019.
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