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Intimidazioni agli amministratori, la Calabria quinta

(Tempo di lettura: 2 - 3 minuti)

Un trend che vede nel primo semestre dell’anno in corso 12 episodi a fronte dei 14 registrati nello stesso periodo del 2020. I dati forniti dal prefetto di Catanzaro

CATANZARO - La Calabria si conferma al quinto posto nella classifica degli atti intimidatori nei confronti degli amministratori locali (54 nel 2019 e 51 nel 2020) con un trend che vede nel primo semestre dell’anno in corso 12 episodi a fronte dei 14 registrati nello stesso periodo del 2020. A questo si aggiunga il dato relativo agli enti locali in atto sciolti per mafia nel 2021, 15.

Sono i dati forniti dal prefetto di Catanzaro Maria Teresa Cucinotta in occasione della Giornata di studio sul tema “Atti intimidatori nei confronti degli amministratori locali. Strategie di prevenzione e contrasto, in un quadro di leale collaborazione interistituzionale”. All’iniziativa, che sarà seguita da una serie di altri appuntamenti con soggetti e rappresentanze della società civile, in particolare il mondo della scuola, hanno partecipato i vertici delle forze dell’ordine, l’Anci, l’Università Magna Grecia e il procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri, che ha concluso i lavori.

Pochi, meno della metà, i sindaci presenti (12 rispetto ai 30 invitati). Il prefetto Cucinotta ha insistito molto sul tasto della denuncia. “L’impatto è pesante – ha detto -, anche se la Calabria si colloca al quinto posto sia nel 2019 che nel 2020 a livello nazionale. Questo non ci fa stare tranquilli se lo associamo soprattutto ai comuni sciolti per mafia che sono anche questi un numero consistente. Quello che dobbiamo dire è che spesso non c’è la denuncia e i numeri sono bassi perché c’è scarsa collaborazione”. “Gli amministratori sono parte del territorio – ha sostenuto ancora il prefetto – e costituiscono l’elemento più a maggiore contatto con la popolazione, quindi ne devono recepire le istanze e devono essere pronti a denunciare laddove le istanze abbiano il carattere di una minaccia all’affermazione della legalità. Ci vuole una forte consapevolezza e una forte presa di coscienza della necessità della denuncia, così come affermato dal Ministro dell’Interno lo scorso anno in occasione della riunione dell’osservatorio nazionale.

La Calabria è un territorio fragile che ha bisogno di essere supportato e noi siamo qui proprio per questo. Quello che noi vogliamo ottenere da incontri come questo, che è il primo di una serie di altri appuntamenti secondo un programma che è quello nazionale, è soprattutto agire perché il territorio reagisca e maturi una mentalità di legalità che non può essere demandata solo alla magistratura che, qua, con il Procuratore Gratteri fa un lavoro straordinario, credo unico o alle forze dell’ordine”. “La riaffermazione della governance del territorio – ha detto ancora Cucinotta – rappresenta un altro aspetto. Quindi dobbiamo essere tutti uniti in quello che è il senso della giornata per potere evitare che ciò accada e perché non si giunga agli scioglimenti dei comuni per infiltrazioni mafiose. Decisioni che vengono viste sempre come atti di violenza nei confronti delle comunità locali le quali, però, devono assumersi il peso delle loro responsabilità. L’aspetto del voto è importante. Le comunità locali devono sapere per chi vanno a votare”.

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