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L’inflazione finisce per far esplodere le disuguaglianze

(Tempo di lettura: 2 - 3 minuti)

Secondo il Codacons registrato a gennaio è una mera illusione ottica, dovuta al forte calo dei prezzi dei beni energetici. E a subire la situazione sono soprattutto i più poveri

La Calabria la regione che soffre in maniera più marcata il peso dell’inflazione, specie per la spesa in beni primari

CATANZARO – Secondo il Codacons: “Il ribasso dell’inflazione registrato a gennaio è una mera illusione ottica, dovuta al forte calo dei prezzi dei beni energetici”. L’associazione dei consumatori commenta i dati definitivi sui prezzi al consumo diffusi dall’Istat. “I numeri sull’inflazione non devono trarre in inganno, il caro-prezzi continua purtroppo anche a gennaio ad abbattersi sugli italiani, con il tasso al 10% che, a parità di consumi e considerata la spesa totale annua delle famiglie, rappresenta una mazzata da +2.925 euro annui per la famiglia tipo, +711 euro solo per il cibo; +3.788 euro per un nucleo con due figli (+969 euro solo per la spesa alimentare). Il rallentamento registrato il mese scorso è da attribuire unicamente al forte ribasso dei prezzi dei beni energetici regolamentati, che passano su base annua da +70,2% a -12%. Al contrario si accentua l’inflazione per i prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +8,5% a +8,9%) e gli alimentari continuano a mantenersi su livelli elevati (+12,6%). Sul fronte dei prezzi al dettaglio, quindi, l’Italia è messa ancora male, e la strada per riportare i listini alla normalità è purtroppo ancora lunga”.

Gli aumenti generalizzati, soprattutto dei beni essenziali, finiscono per colpire maggiormente le fasce più deboli. L’inflazione finisce per far esplodere le disuguaglianze – afferma Francesco Di Lieto del Codacons – non a caso è proprio la Calabria la regione che soffre in maniera più marcata il peso dell’inflazione, specie per la spesa in beni primari. L’inflazione finisce, quindi, per essere una “tassa” ma, contrariamente a quanto previsto dalla nostra Costituzione, si tratta di una tassa tutt’altro che progressiva. La crescita dei prezzi al consumo pesa ovviamente su tutte le famiglie, ma il differenziale inflazionistico tra le famiglie più povere e quelle con maggiore capacità di spesa continua ad ampliarsi. Il Codacons ricorda come il 40 % delle famiglie calabresi rientrino tra quelle con livelli di consumo più bassi rispetto alla media nazionale, proprio perché godono di redditi minori. Una spesa composta, essenzialmente, da beni di prima necessita (alimentari e farmaci) e la restante parte per garantirsi l’abitazione e pagare tributi e utenze.

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