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Calabria: ennesima tragedia nei campi, agricoltore muore a Platì schiacciato dal trattore

Calabria: ennesima tragedia nei campi, agricoltore muore a Platì schiacciato dal trattore

Ancora una morte sul lavoro nelle campagne italiane. A perdere la vita questa volta è stato un agricoltore 63enne di Platì,

nella Locride, rimasto schiacciato dal suo trattore dopo un ribaltamento improvviso mentre stava lavorando in un appezzamento di terreno alla periferia della cittadina. Secondo le prime ricostruzioni, l'uomo avrebbe perso il controllo del mezzo agricolo per cause ancora in corso di accertamento. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, i vigili del fuoco e il personale del 118, ma per l'uomo non c'è stato nulla da fare.

Si tratta almeno del secondo decesso in meno di un mese in Calabria causato dal ribaltamento di un mezzo agricolo: lo scorso 30 giugno, un uomo di 56 anni ha perso la vita in provincia di Catanzaro, travolto dal trattore con cui stava lavorando.

Federacma, la Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, operatrici e da giardinaggio, esprime il proprio cordoglio ai familiari della vittima e torna a denunciare la drammatica assenza di un sistema operativo di revisione dei mezzi agricoli, nonostante sia previsto dalla legge dal 2015.

"Ogni decesso nei campi è un colpo al cuore della nostra agricoltura – afferma il presidente Andrea Borio –. Ogni giorno che passa senza revisione è un giorno in cui si rischia la vita. Trattori senza controlli, privi di rollbar, cinture o freni efficienti, continuano a causare tragedie. È inaccettabile che questi incidenti avvengano con una regolarità ormai spaventosa".

Secondo i dati INAIL, ogni anno in Italia oltre 100 persone perdono la vita a causa di incidenti legati ai mezzi agricoli, con il ribaltamento come principale causa. Federacma sottolinea come la manutenzione e il controllo dei mezzi siano fondamentali, ma restano oggi bloccati dall'assenza del decreto attuativo che dovrebbe regolamentare la revisione obbligatoria.

"La legge c'è da dieci anni – prosegue Borio – ma il decreto attuativo non è mai stato emanato. Non esistono officine accreditate, né procedure operative. Il risultato è che le morti si susseguono, mentre lo Stato resta immobile".

Federacma rinnova l'invito al Governo a sbloccare con urgenza l'iter per l'attuazione della norma e a trovare strumenti idonei per sostenere gli agricoltori nella messa in sicurezza dei mezzi, e si dice pronta a collaborare con la propria rete di rivenditori e officine per attivare controlli diffusi ed efficaci.

"La sicurezza nei campi non può essere lasciata al caso o all'esperienza del singolo agricoltore – conclude Borio –. Serve una risposta istituzionale, concreta, immediata. Non possiamo permetterci di assistere in silenzio alla morte di chi lavora per nutrire il Paese".

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