Il corpo senza vita del giovane è stato scoperto da altri stranieri che lavoravano con lui nelle campagne e che non avendolo visto rientrare erano andati a cercarlo.
Keita era domiciliato - come tanti altri migranti - nella baraccopoli di San Ferdinando e lavorava, appunto, come bracciante nei poderi della zona. Il cadavere, ispezionato dagli uomini dell’Arma, aveva un paio di cesoie, usate solitamente per il taglio dei rami di clementine, conficcate tra il collo e la testa.
Il giovane potrebbe dunque essere stato ucciso, ma non viene nemmeno sottovalutata la possibilità che la sua morte sia stata accidentale, per un incidente sul lavoro.
L’esatta ricostruzione della dinamica dell’accaduto spetta ora agli investigatori che stanno conducendo le indagini sotto il coordinamento e la direzione della Procura della Repubblica di Palmi. Disposta l’autopsia sul corpo del migrante mentre i militari stanno sentendo anche alcuni compagni di lavoro del giovane.



