una neonata di appena un giorno da una clinica privata di Cosenza, al momento del fatto era capace di intendere e di volere.
Lo hanno stabilito i periti nominati nell'ottobre dal giudice delle udienze preliminari.
"La consulenza, che conta oltre 100 pagine - ha detto la legale della donna, l'avvocata Teresa Gallucci - non dice che Rosa è una persona equilibrata ma evidenzia diverse problematiche. Nello specifico, al momento del rapimento, la ritengono capace di intendere e volere. Questo parere è in netto contrasto con la nostra perizia".
L'accertamento è stato chiesto dal gup nell'ambito del giudizio abbreviato condizionato proprio alla perizia psichiatrica. La famiglia della madre della piccola, compresi i nonni sia paterni che materni, si sono costituiti parte civile.
Rosa Vespa è accusata di sequestro di persona. La donna, la sera del 21 gennaio, si fece accompagnare alla clinica Sacro cuore dal marito Moses Omogo, di 44 anni - la cui posizione è stata stralciata e presumibilmente verrà archiviata - per andare a prendere in clinica "Natan", quello che lei aveva raccontato fosse il loro figlio partorito alcuni giorni prima. La donna - hanno poi ricostruito gli investigatori della Squadra mobile cosentina - infatti, aveva simulato una gravidanza per nove mesi, agevolata anche dalla sua corporature robusta. Poi aveva detto di andare a "partorire" da sola riuscendo a non far vedere il nascituro al marito ed ai familiari con una serie di scuse.Scuse a cui, secondo l'accusa, i familiari avevano creduto in buona fede.
La donna, quindi, la sera del 21 gennaio 2025, spacciandosi per un'infermiera, era riuscita a prelevare la piccola Sofia che era insieme alla mamma e alla nonna. Lei ed il marito erano stati ripresi dal sistema di videosorveglianza interna ed esterna alla clinica mentre si allontanavano dalla struttura a bordo dell'auto intestata a Omogo. Circostanza che permise agli agenti della Mobile di identificare in breve tempo la coppia e rintracciarla nella loro abitazione. Al momento dell'irruzione, in casa gli investigatori trovarono i due ed altri familiari della donna intenti a festeggiare l'ingresso in casa di "Natan" con Sofia che era stata vestita con una tutina azzurra.
La prossima udienza è fissata per il 23 febbraio prossimo.



