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Il presidente Antonio Montuoso condivide la proposta di Quirino Ledda

Dopo l’allarme lanciato nei giorni

scorsi da associazioni ambientaliste del territorio contro una nuova paventata installazione di pale eoliche nell’area compresa tra il golfo di Squillace e quello di Lamezia, l’associazione “Teura”, presieduta da Antonio Montuoro, interviene ora a sostegno del rilancio della proposta di legge regionale dell’area protetta “Monte Tiriolo” di cui si è fatto portavoce l’ex presidente del Consiglio, Quirino Ledda.

“Ledda, nel suo intervento, - sostiene Montuoro - ha opportunamente messo in rilievo che il Monte Tiriolo, posto al centro dell'istmo dei due mari, si caratterizza per i suoi valori naturalistici, ambientali, paesaggistici, faunistici. Ma il Monte è anche un importantissimo sito archeologico. É probabile che intorno al VII-VIII secolo d.C.,per proteggere non solo gli abitanti di Tiriolo, ma anche quelli dell'area dell'istmo e del  Bruzio meridionale, sul Monte sia stata costruita una cittadella fortificata. Gli scavi archeologici dell'”Ecole Francaise” di Roma del 1992, precocemente interrotti e mai più ripresi per mancanza di  finanziamenti nazionali e regionali (ahi cecità inaudita!), hanno confermato l'importanza che rivestiva il “Castrum” di Tiriolo all'interno della strategia militare e civile bizantina”.

“Per i detti motivi, - continua il presidente di “Teura” - la Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici della  Calabria, interessata dalla civica amministrazione, nel dicembre 2013 ha emanato una ordinanza di tutela vincolistica dell'area ricadente sul Monte Tiriolo. Una decisione saggia, che può essere di valido aiuto alla proposta di proteggere e valorizzare, attraverso una legge regionale, l'identità floro-faunistica, ambientale e storico-archeologica del Monte Tiriolo. Come sottolinea l'ex vice-presidente dell'assemblea regionale, l'autorità dell'area protetta dovrebbe essere del Comune di Tiriolo, nel cui territorio essa interamente ricade. Da qui il mio invito al Sindaco di riprendere e portare avanti, con la regione, questa battaglia iniziata alla fine degli anni ottanta da cittadini e amministratori locali. Lo stesso Ledda presentò in Consiglio regionale una proposta di legge per l'istituzione dell'area protetta Monte Tiriolo. All'epoca non se ne fece nulla. Non ricordo i motivi. E' un fatto che la Legge regionale 06/12/1991 n° 394 consentiva l'istituzione di aree protette regionali. Probabilmente mancò la volontà politica di approvare la proposta. Va detto che a partire dagli anni Settanta era passata in larghi strati della classe dirigente e della società un'idea di sviluppo, rivelatasi poi effimera, che prevedeva un certo uso e consumo del territorio, come testimoniato dalla cementificazione selvaggia delle coste calabresi. I risultati negativi di quelle scelte sono oggi sotto gli occhi di tutti”.

“L' auspicio – conclude Montuoro - è che l'inizio di una nuova stagione al governo della regione, a cui si guarda sempre con fiducia, la maggiore consapevolezza rispetto al passato dei temi legati alla tutela dell'ambiente, possa rappresentare un buon viatico per approvare una legge che consentirebbe, oltre alla tutela di un grande patrimonio storico-culturale e paesaggistico, di avere risorse e strumenti certi per la sua valorizzazione”.

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