confronti di ciò che sta succedendo al centro storico del capoluogo calabrese: Catanzaro.
Purtroppo non è più cosa nuova veder chiudere attività, locali, progetti nati e creati a favore del cittadino. Oggi, purtroppo, ciò che ne rimane è un AFFITTASI appeso dietro le vetrate, luoghi smantellati, debiti da pagare e qualche ambizioso che prova a dare un'occhiata, pensando di farci un "pensierino".
Per strada si sentono le lamentele dei cittadini, chi vorrebbe e chiede di più dalla sua città, chi nota con rabbia il flusso di gente ormai diretta solo verso le zone di mare, verso i centri commerciali sempre più affollati e carichi, tutto pur di andare via dal centro storico.
Allora, a chi vogliamo dare la colpa?
E' proprio in questo scenario, quasi deserto, che arriva il triste annuncio: il noto ristorante storico, Il Mangianotte, posto su Bellavista, si trova costretto ad abbassare la saracinesca.
25 anni di attività, dedizione, amore e rispetto nei confronti del cliente, un rispetto che ha seminato una forte stima e un profondo stato di tristezza e sorpresa all'annuncio della chiusura.
Nato nel 1990, in una Catanzaro assolutamente diversa da quella di oggi, un Capoluogo affollato di persone e attività, Qui dove si aveva la possibilità di metter sù attività funzionanti, gratificanti e valide. Un locale sempre affollato da cittadini spinti dalla qualità dei prodotti, dalla competenza di tutte quelle persone che, negli anni, hanno avuto la possibilità di farne parte.
Proprio in coincidenza dell'apertura del ristorante, il Sindaco Sergio Abramo annunciò che Bellavista, lì dove risiede il Mangianotte, era il fiore all'occhiello della città.
Così non è stato.
Anni di lavoro, accompagnati dalla presenza di proprietari e collaboratori gentili ed educati, sempre pronti ad esaudire le richieste del cliente. Un locale interamente progettato da chi, ogni giorno, ha dedicato tempo, sudore e amore verso questa attività.
Ciò che ne rimane non è tristezza ma un profondo e doloro senso di offesa.
"Ho sempre dato la possibilità ai mie clienti di sentirsi a casa. Cortesia, gentilezza, rispetto ed educazione è ciò che ho servito insieme ai miei piatti. Questi sono stati i pilastri sui quali ho sviluppato e fatto crescere la mia attività, quella che oggi vedo crollare". Questo è ciò che dichiara Loredana Veraldi, colei che ha deciso di fare, del suo mestiere, un vero è proprio stile di vita.
"Oggi non sono triste, non piango per questi 25 anni di duro lavoro. Sono arrabbiata e profondamente offesa perchè le Istituzioni ci hanno abbandonato, abbandonando a sè stessa una città che potrebbe offrire molto, se solo fosse organizzata diversamente. Non è facile prendere delle decisioni simili, specialmente se si è obbligati a farlo".
L'ultima serata di apertura, giorno 2 Maggio, ha visto un via vai di persone soddisfatte per la cena e incredule per la notizia.
Ad oggi non ci resta che riflettere su quello che ci sta succedendo, un centro storico in continuo smantellamente, chiusura, allontanamento. Catanzaro potrebbe offrire molto, se solo le fosse data la possibilità di farlo.



