Vincenzo Ursini, relativa alla costruzione del nuovo ospedale “Pugliese”, è certamente stimolante e contribuisce ad alimentare il dibattito sull’argomento. Ursini ha lanciato una idea progettuale che tende essenzialmente ad affermare quanto sia indispensabile che il nuovo ospedale venga costruito nell’ambito del territorio cittadino; tutto ciò per non svilire il ruolo di Catanzaro e le legittime attese degli operatori commerciali.” E’ quanto dichiara il consigliere comunale Carlo Nisticò. Pensare di costruire altrove la nuova struttura produrrebbe certamente un inesorabile declino di tutte le attività, con conseguenze catastrofiche anche in termini occupazionali. Tra l’altro l’area di Germaneto, più volte indicata come possibile soluzione, non si trova nemmeno nelle adiacenze dell’Università, ma nei pressi. Si andrebbe pertanto a creare un nuovo “polo edilizio”, distaccato dalla realtà universitaria, con difficoltà di collegamento, atteso che le opere stradali già realizzate costituiscono di fatto un meandro districato di bretelle. Ed allora, prendendo per buona l’idea di Vincenzo Ursini di costruire in città la nuova struttura, mi sembra tuttavia che la localizzazione dell’area del “Ciaccio” sia più pertinente ai fini di un eventuale ampliamento del solo “polo oncologico”. Il nuovo ospedale, ormai indispensabile, potrebbe quindi essere allocato nell’area di Viale De Filippis e ciò per tante ragioni, prima delle quali è l’immediata disponibilità del terreno, a costo zero. Tale area, infatti, come molti ricordano, è di proprietà regionale ed è quella sulla quale doveva essere inizialmente costruita la Cittadella amministrativa. L’importo attuale di 120 mln di euro sarebbe quindi utilizzabile solo per la costruzione del nuovo ospedale. Ma c’è di più: ogni ampliamento futuro sarebbe immediatamente possibile. Cosa che invece non potrebbe avvenire nel complesso attuale. Viale de Filippis, inoltre, è facilmente raggiungibile da tutti i paesi che ruotano intorno alla città, senza che il traffico cittadino subisca pesanti ripercussioni. Ovviamente tutto questo, non può prescindere dal “riuso” dell’attuale “Pugliese” le cui strutture, dopo opportune verifiche e messa in sicurezza o della loro eventuale demolizione e ricostruzione, dovranno essere destinate per i servizi sanitari territoriali di base, come la Casa della Salute ed altre attività collaterali e/o complementari . Questa condizione servirebbe a decongestionare le attività sanitarie dell’ospedale che, in virtù delle ultime normative in materia, deve essere utilizzato solo per la cura delle acuzie. Le attività ambulatoriali esterne e quelle collegate alla diagnostica strumentale dovranno essere, infatti, erogate solo dalle strutture territoriali, al fine anche di abbattere le ormai note e fastidiose liste di attesa”.
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Consigliere Nisticò: ‘Per il nuovo ospedale Pugliese di Catanzaro il terreno c’è già’
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