Paola Domenico Fiordalisi con la collaborazione del sottufficiale forestale Romeo Borgia, all’epoca dei fatti in forza all’Ufficio Territoriale della Biodiversità di Cosenza e della Guardia Ambientale Volontaria Emilio Quintieri, all’epoca dei fatti, Responsabile del Nucleo di Vigilanza Ambientale dell’Associazione Verdi Ambiente e Società.
Gli imputati erano : Mario Settembrini, di Fuscaldo, Ispettore del Corpo Forestale dello Stato e Comandante della Stazione di Fuscaldo, difeso dall’Avvocato Giuseppe Bruno, Agostino Treviso, di Guardia Piemontese, Capo Operaio Azienda Forestale Regionale a Cinquemiglia, difeso dall’Avvocato Monica Santoro, Santoro Carmine, Operaio Azienda Forestale Regionale e Santoro Francesco, figlio di Santoro Carmine, di Fuscaldo, entrambi difesi dall’Avvocato Vito Caldiero e Luigi Petrone, di Fuscaldo, Guardia Giurata dell’Azienda Forestale Regionale in servizio, all’epoca dei fatti, presso la Foresta di Cinquemiglia, difeso dall’Avvocato Lucio Conte.
Tutti erano accusati, in concorso tra loro ed al fine di procurarsi un ingiusto profitto, di furto pluriaggravato ai danni della Regione Calabria per essersi impossessati di numerose piante di faggio di alto fusto in Località Acqualonga, esposti alla pubblica fede, nella Foresta di Cinquemiglia a Fuscaldo, segandone il tronco alla base e lasciando sul suolo solo le ceppaie. In particolare il Settembrini forniva al Santoro Carmine la sua proprietà in Località Valle Serra per il deposito del legname e, quale Comandante della Stazione del Corpo Forestale dello Stato, ometteva di effettuare i dovuti controlli ed indagini sul furto commesso con la propria complicità; il Petrone, quale Guardia Giurata della Regione Calabria, ometteva volutamente ogni controllo nell’area a lui affidata, per consentire la consumazione del furto; il Santoro Carmine (con gli altri Operai) effettuava il taglio degli alberi ed il figlio Santoro Francesco asportava il legname con un camion nella propria disponibilità; il Treviso, quale Capo Operaio Afor e responsabile del cantiere della Foresta Regionale in Località Cinquemiglia di Fuscaldo scorporava dalla squadra di operai forestali di Lanzillotta Francesco un gruppo di operai di sua fiducia, per effettuare detto taglio abusivo, formato oltre che da Santoro Carmine, da Vilardi Antonio, Santorio Francesco Antonio, Santoro Mario, Leone Natale Salvatore (tutti, tranne il Santoro Carmine, erano ignari dell’assenza di autorizzazione regionale). Inoltre gli veniva contestato anche il reato di violazione del vincolo paesaggistico ambientale, il reato di danneggiamento per aver distrutto l’area boscata con il taglio degli alberi ed il reato di deturpamento delle bellezze naturali protette. Mentre Settembrini e Santoro Carmine erano accusati anche di furto aggravato di acqua potabile dalla conduttura di proprietà del Comune di Fuscaldo mediante allaccio di un tubo di grosse dimensioni appoggiato sul fondo in Località Valle Serra di proprietà del Settembrini.
Il Giudice Pierpaolo Bortone, all’esito del dibattimento, non avendo nessun dubbio sulla responsabilità penale degli imputati Settembrini Mario, Santoro Carmine e Santoro Francesco atteso il tenore delle risultanze processuali (indizi gravi, precisi e concordanti), riconosciutegli le circostanze attenuanti generiche equivalenti alle contestate aggravanti e ritenuta la continuazione, ha condannato il Settembrini ed il Santoro Carmine alla pena di 9 mesi di reclusione ed euro 300 di multa oltre al pagamento delle spese processuali per tutti i fatti contestati mentre Santoro Francesco è stato condannato alla pena di 6 mesi di reclusione ed euro 154 di multa oltre al pagamento delle spese processuali.
Il Giudice ha infine dichiarato di non doversi procedere nei loro confronti per i reati di violazione del regime vincolistico, di danneggiamento e deturpamento delle bellezze naturali protette poiché estinti per intervenuta prescrizione.
Sono stati, invece, assolti dai reati loro ascritti, seppur con la formula dubitativa ex art. 530 comma 2 c.p.p., gli altri imputati Agostino Treviso e Luigi Petrone perché il fatto non sussiste. In merito alla condotta realizzata da Treviso e Petrone - scrive il Giudice nella sentenza – non risultano essere stati acquisiti in dibattimento elementi che indichino un coinvolgimento degli imputati in ordine agli episodi a loro contestati. Né la documentazione prodotta né le deposizioni dei testi hanno consentito di accertare che siano stati gli autori dei reati ascrittigli non ritenendo, infatti, sufficiente l’unica circostanza da cui emergerebbe il coinvolgimento dei predetti imputati, ossia l’avere rivestito gli stessi all’epoca dei fatti la qualifica di Capo Operaio Afor e di Guardia Giurata, non integrando tale circostanza un fatto di per sé idoneo ad integrare in termini di certezza la realizzazione della condotta penalmente rilevante contestata. Anche per loro il Pm Elvira Gravina aveva chiesto la condanna al minimo della pena. Diversamente, per tutti, i difensori, avevano chiesto l’assoluzione con formula ampia o, in subordine, con quella dubitativa.
Tutti coloro i quali sono stati condannati dovranno pagare le spese sostenute dalle parti civili costituite (Associazioni ambientaliste Vas, Wwf e Legambiente Calabria), rappresentate dagli Avvocati Fabio Spinelli e Rodolfo Ambrosio, liquidate in favore di ciascuna parte in euro 1.000 oltre agli accessori di legge nonché a risarcire i danni cagionati alle stesse da liquidarsi in separato giudizio attesa la insufficienza degli elementi acquisiti nel processo per la loro quantificazione.
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Danni all'ambiente, tra i condannati anche l'Ispettore Forestale Settembrini. Gli imputati dovranno risarcire anche le Associazioni Ambientaliste
Si è concluso in primo grado il processo per i danni all’ambiente consumati nelle montagne di Fuscaldo istruito dall’ex Sostituto Procuratore della Repubblica di
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