e il riscatto umano attraverso un protocollo d’intesa che trasforma l’impegno ecologico in un percorso rieducativo.
Grazie alla collaborazione tra Plastic free onlus e l’Ufficio di esecuzione penale esterna di Reggio Calabria, si delinea una strategia dove il contrasto all’inquinamento diventa lo strumento principale per favorire il reinserimento sociale di chi sta scontando misure alternative alla detenzione.
L’impegno delle istituzioni e del volontariato
L’accordo è stato formalizzato dalla dirigente dell’Uepe Marianna Passalacqua e dalla referente di Plastic free Ludovica Monteleone con l’obiettivo di strutturare un’esperienza che ha già dato frutti positivi a livello locale.
La firma rappresenta un passaggio fondamentale per consolidare il legame tra le attività di volontariato ambientale e i percorsi di crescita personale, offrendo agli utenti la possibilità di contribuire concretamente al benessere della collettività attraverso azioni di pulizia e sensibilizzazione.
Prospettive di inclusione e sviluppo sul territorio
L’impatto di questo patto non si limita alla rimozione dei rifiuti plastici ma punta a generare un cambiamento profondo nel tessuto sociale, promuovendo una nuova consapevolezza civile.
Le parti coinvolte auspicano che questo modello di collaborazione possa presto estendersi oltre i confini reggini per raggiungere altre province come Catanzaro e Vibo Valentia. In questo modo la salvaguardia della natura diventa un linguaggio universale di responsabilità e solidarietà, capace di offrire nuove opportunità di vita e di cittadinanza attiva.



