Raffaele Mammoliti a Catanzaro con il vice segretario nazionale, Vincenzo Colla

Raffaele Mammoliti a Catanzaro con il vice segretario nazionale, Vincenzo Colla

CATANZARO - "La sinistra sociale e la sinistra politica del nostro Paese non dialogano più da troppo tempo:

l'indebolimento di questo rapporto ha prodotto una concezione autoritaria della democrazia per trovare le ragioni di una grande convergenza per dare risposte ai grandi temi, prima di tutto quello del lavoro che in Calabria si lega in maniera indissolubile al tema della legalità". E' quanto ha affermato Raffaele Mammoliti, candidato al Consiglio regionale nella lista del Pd (Area Centrale) a sostegno di Pippo Callipo presidente, questa mattina a Catanzaro, nella sala dell'Arca Enel di Piazza Matteotti per discutere di un tema cruciale come il ritorno al dialogo di Sinistra sociale e Sinistra Politica per portare a risultati concreti come la necessità di accelerare i processi di infrastrutturazione che relegano la Calabria ai margini del progresso economico che si poggia su lavoro e legalità. A discutere, con Raffaele Mammoliti, Maria Teresa D'Agostino (componente dell'assemblea provinciale del Pd); Raffaele Falbo (sindaco di Melissa); Maurizio Caligiuri (segretario del Circolo Pd del quartiere Santa Maria); Angelo Sposato (segretario generale della Cgil Calabria); l'on. Antonio Viscomi (deputato Pd); Vincenzo Colla (vice segretario Cgil Nazionale).

"Una serie di atti hanno compromesso gli interessi che rappresentiamo, l'impianto dei diritti è stato indebolito, così come non possiamo volgere lo sguardo altrove rispetto a quello che è successo in questi giorni: dobbiamo ribellarci. Ci sono forze che sembra non perdano mai perché nel rispetto dell'alternanza sostengono la coalizione di turno vincente, è questo sistema che dobbiamo frantumare – dice ancora Mammoliti che ha anticipato di aver firmato l'appello di Avviso Pubblico che prevede 12 impegni concreti per prevenire e contrastare mafie e corruzione –. Se dovessi essere premiato dalla fiducia e quindi eletto in Consiglio regionale non andrò a riscaldare la sedia. Penso prima di tutto alla necessità di avviare il dialogo e il confronto con tutti gli attori del partenariato sociale per ridare un ruolo forte al consiglio regionale che in questi anni è stato sacrificato dall'eccessivo protagonismo della Giunta. Così some penso che la Regione debba occuparsi di programmazione, mentre sono gli enti di prossimità ai cittadini, vale a dire Comuni e Province, a doversi occupare della regione. Tutte le risorse disponibili devono essere impegnate. Mi riferisco al patto per la Calabria, ai contratti di sviluppo, i fondi di io resto al sud, i fondi comunitari. Tutti devono essere sotto una cabina di regia permanente che dia conto ai cittadini calabresi di come vengono utilizzati questi soldi. Sono dell'avviso che se si utilizzano al meglio questi strumenti, si può migliorare la performance produttiva e soprattutto si può migliorare la qualità della vita e le condizioni di lavoro dei calabresi".

A sostenere la candidatura di Mammoliti anche Maria Teresa D'Agostino e Maurizio Caligiuri. "Lavoro è legalità, l'idea sottende i lavoro, e invece da noi è punto interrogativo. Una delle infrastrutture fondanti – dice D'Agostino - è la scuola, più aumenta la formazione meno ci sarà propensione a delinquere frutto di uno studio americano, bisogna recuperare questi". "Ho sempre avuto l'idea che la questione dei diritti la sinistra doveva lavorare ad allargare. E non a restringere come ha fatto Renzi con l'articolo 18 – dice ancora Caligiuri - così come bisogna trovare una forma intermedia tra reddito di cittadinanza e reddito di inclusione". La domanda che si pone il sindaco di Melissa, Falbo, è su chi avere fiducia visto che anche i magistrati si ritrovano protagonisti di inchieste giudiziarie che svelano corruzione e collusione alla criminalità organizzata. "E se lo chiede un sindaco che è circondato da cinque comuni commissariati. Penso che la politica calabrese per crescere e migliorare abbia bisogno di poche cose che vengono fatte. Infrastrutture e lavoro, ma anche attenzione alla sanità, all'agricoltura e al turismo che in questi anni non hanno avuto nemmeno un assessore di riferimento".

"Gli intrecci corruttivi e trasversali che emergono in queste ore in ulteriori inchieste della Magistratura, tra politica, pezzi di magistratura infedele, mondo delle professioni, imprese, ndrangheta, in Calabria, rappresenta uno spaccato sociale inquietante – dice Angelo Sposato -. Mai come ora diventa indispensabile selezionare, a partire dalla partecipazione al voto del 26 gennaio, una classe dirigente integerrima ed adeguata, al di sopra di ogni sospetto, autonoma e non teleguidata, che sappia bonificare il marcio che si è annidato nelle istituzioni calabresi e che faccia della legalità il punto principale di ogni progetto di rinascita. I candidati alla Presidenza della Regione si impegnino con i cittadini calabresi, nella costituzione di parte civile della Regione Calabria in tutti i processi di ndrangheta e corruzione. E speriamo di non avere candidati che prendono i voti e scappano, Raffaele sicuramente sarà presente".

"E' giusto prendere una posizione, ancora non abbiamo metabolizzato quello che è successo in Calabria e non possiamo fare finta di nulla": il deputato Antonio Viscomi parla di "una terribile sensazione e della voglie di chiudere tutto". Ma il riferimento non è alle questioni penali, quanto al senso etico che sembra essere cancellato dal superamento di ogni argine rappresentato dal senso del limite. Allora l'invito è, recuperando le ragioni dello stare insieme, "recuperare l'etica e la morale, dicendo no, ma anche dei sì, prima di tutto andando a votare. Il lavoro è funzionale per vivere, ma senza economia legale non avremo futuro. Per cambiare passo – conclude – bisogna sostituire i politici delle tre 'P' (potere, posti, prebende), con i politici delle tre 'C': coerenti, credibili e competenti".

La Cgil è al fianco di Raffaele Mammoliti, visto che "la dirigenza non va certo ovunque – rimarca in chiusura Vincenzo Colla -. Raffaele è certificato, non entra nella politica fuori dai valori della Costituzione. Ha conoscenze e competenze che vengono dal basso, e se ha scelto di candidarsi lo ha fatto per ricucire quella cesura democratica che va oltre destra e sinistra e guarda ai valori costituzionali. Abbiamo bisogno di andare nella direzione del dialogo tra sinistra politica e sinistra sociale per ricostruire l'idea di giustizia sociale".

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