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“Rapito”, il nuovo film di Marco Bellocchio

(Tempo di lettura: 2 - 3 minuti)

Nel 1858, nel quartiere ebraico di Bologna, i soldati del Papa irrompono nella casa della famiglia Mortara. Per ordine del cardinale, sono andati a prendere Edgardo il loro figlio di sette anni

Un thriller capace di interrogare i cristiani su quanto sia labile il confine tra la fede e il comune buonsenso

Nel 1858, nel quartiere ebraico di Bologna, i soldati del Papa irrompono nella casa della famiglia Mortara. Per ordine del cardinale, sono andati a prendere Edgardo (Enea Sala) il loro figlio di sette anni. Secondo le dichiarazioni di una domestica, ritenuto in punto di morte, a sei mesi, il bambino era stato segretamente battezzato. La legge papale è inappellabile: deve ricevere un’educazione cattolica. Un vero e proprio rapimento quello del piccolo, avvenuto nel 1858, immediatamente prima delle guerre di indipendenza che segnarono la nascita della nazione italiana e di quella breccia di Porta Pia che mise fine al potere temporale della chiesa. I genitori di Edgardo, (Barbara Ronchi e Fausto Russo Alesi) sconvolti, faranno di tutto per riavere il figlio. Sostenuta dall’ opinione pubblica e dalla comunità ebraica internazionale, la battaglia dei Mortara assume presto una dimensione politica. Ma il Papa (Paolo Pierobon) non accetta di restituire il bambino. Mentre Edgardo cresce nella fede cattolica, il potere temporale della Chiesa volge al tramonto e le truppe sabaude conquistano Roma. Dopo la tappa in concorso al Festival di Cannes 2023, arriva nelle sale cinematografiche “Rapito”, il nuovo film di Marco Bellocchio, incentrato sulla storia vera di Edgardo Mortara il bambino ebreo che nel 1858 fu strappato alla sua famiglia di origine per essere allevato da cattolico sotto la custodia di Papa Pio IX, suscitando un caso internazionale. “Rapito” è l’ennesimo film in cui Bellocchio, ancora in quell’ evidente stato di grazia in cui si trova da qualche anno a questa parte, si scaglia, forse non più con rabbia, ma di certo con grande potenza iconoclasta, contro le convenzioni e le ipocrisie del nostro paese e della nostra storia, e contro ogni forma di chiesa e di dogmatismo. Più che un dramma a sfondo storico, “Rapito” è un thriller capace di interrogare i cristiani su quanto sia labile il confine tra la fede e il comune buonsenso. Il film ci mette di fronte a un’autorità, il Papa, che decide di distruggere una famiglia in nome di un battesimo che il piccolo Edgardo non ha mai voluto.   

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