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Il 17 maggio a Roma un concerto omaggerà la memoria del commissario Luigi Calabresi, il martire cristiano assassinato 45 anni fa

Il 17 maggio a Roma un concerto omaggerà la memoria del commissario Luigi Calabresi, il martire cristiano assassinato 45 anni fa

giovane Luigi, il quale sin da ragazzino si prese cura dei più piccoli con gioiosa fraternità. Arrivato all’Università, Calabresi si orientò sempre più verso l’apostolato cristiano entrando poi in rapporto con padre Virginio Rotondi,

il fondatore del movimento “Oasi” che dal 1950 ad oggi ha raccolto settantamila giovani. Concepire la vita come un servizio per amore era il primo insegnamento di padre Rotondi ed è da questo che si consolidò sempre più la fede cristiana di Luigi che presto diventò per gli altri giovani un leader carismatico che vedevano in lui una speranza e una promessa.
Calabresi è stato proclamato servo di Dio dalla Chiesa cattolica, che lo considera martire per la giustizia e le cui qualità cristiane furono riconosciute da Papa Paolo VI il quale in un telegramma datato 20 maggio 1972 e inviato al cardinale Giovanni Colombo, al tempo arcivescovo di Milano, dichiarò l’assassinio come un’offesa a “ogni elementare ed umano senso di giustizia e di onore della civile convivenza”. San Giovanni Paolo II, invece, lo definisce “testimone del Vangelo e eroico difensore del bene comune”. Nel 2007 don Ennio Innocenti ha avanzato per primo la richiesta di un provvedimento canonico di verifica delle virtù cristiane di Luigi Calabresi, dopo avere ottenuto il sostegno del cardinale Camillo Ruini. “La fama del suo eroismo cristiano – scrisse il porporato nel 30° anniversario della morte di Calabresi – lungi dall’appannarsi in questi trent’anni, si è estesa e si è consolidata con testimonianze, studi e ripetute argomentazioni di laici, di sacerdoti e di Vescovi. Nulla osta, pertanto, che venga proposto, secondo le regole, al Tribunale diocesano competente, l’esame canonico delle sue virtù, che già il Santo Padre Giovanni Paolo II indicava come esemplari”. Anche i cardinali Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, Fiorenzo Angelini, Angelo Comastri e Angelo Bagnasco hanno espresso la loro ammirazione per la persona del commissario Calabresi.
La fede cristiana gli fu di conforto nel periodo in cui era sotto accusa per la morte dell’anarchico Giuseppe Pinelli, tanto che il commissario confessò a Giampaolo Pansa: “Da due anni sto sotto questa tempesta e lei non può immaginare cosa ho passato e cosa sto passando. Se non fossi cristiano, se non credessi in Dio non so come potrei resistere”.
Per l’occasione del 45° anniversario del sacrificio dell’eroico commissario Luigi Calabresi il 17 maggio, a margine dell’Oratorio Drammatico, a tutti i partecipanti saranno donati una preziosa medaglia di bronzo, coniata appositamente dall’orafo scultore Alberto Zucchetta e il volume “Luigi Calabresi. Il Santo. Il Martire” curato da don Ennio Innocenti e per il quale Papa Francesco ha benevolmente espresso il suo più vivo interessamento.

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