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«A 100 anni dalla Prima guerra mondiale, in una prospettiva di pace»

  1. CASTROVILLARI - Per  far conoscere la Grande Guerra, le sue conseguenze 

e pure il grande valore della pacenonchè per comprendere che quel “popolo” in quegli anni al fronte, suo malgrado, li rese cittadini italiani, rappresentando un’unica famiglia umana con altri, a qualunque nazionalità appartenessero. E’ con questo sguardo e queste tensioni che  Sabato 19 luglio, la sala conferenze di San Girolamo, a partire dalle ore 19, nel convegno “A 100 anni dalla Prima guerra mondiale, in una prospettiva di pace”, organizzato dal Centro d’Arte e Cultura “26”- che apre di fatto le celebrazioni in città- con il patrocinio della Regione Calabria, del Comune di Castrovillari, della Caserma Ettore Manes e dell'Ente Parco Nazionale del Pollino, ed alla presenza di Autorità Militari, civili e religiose, accoglierà la presentazione del libro “Solstizio sul Piave – Ettore Manes, ritratto di un eroe” scritto da Claudia Rende, edito proprio da Arte26 il cui approfondimento ed illustrazione sono affidati a Pierfranco Bruni, responsabile del Progetto Etnie del Ministero Beni Culturali e Turismo.

Ai saluti istituzionali del Commissario prefettizio del Comune del capoluogo del Pollino, Massimo Mariani, e del comandante della Caserma Manes, il tenente Luca Guarriello, seguirà l'intervento del docente Egidio Chiarella, collaboratore del MiUR e giornalista del comitato di redazione dell'Agenzia di informazione internazionale Chiesa Cattolica, Zenit.org, il quale tratterà del valore della memoria nel mondo di Internet.

I lavori saranno coordinati dall'antropologa Maria Zanoni, organizzatrice dell'evento, la quale, lanciando l’iniziativa, ha evidenziato come “la Grande Guerra è stato un passaggio fondamentale nel processo di costruzione del nostro Paese”.

Quanti condivisero quella Trincea, pur così diversi, avevano, in fondo gli stessi sentimenti e desideri che la manifestazione odierna vuole ricordare.

Ancor di più quegli struggenti canti degli alpini, e non solo, che sono ancora oggi l’espressione più chiara e commovente di che cosa sia stata veramente quella guerra ormai lontana un secolo, quale tormento  abbia inferto nel corpo vivo del popolo italiano e quali dedizioni ed eroismi abbia suscitato oltre ad eventi particolari come il fenomeno delle “fraternizzazioni” avvenute, come ricordano chi ancora può, nel Natale del 1914.

Il libro di Claudia Rende racconta, invece, del 24enne Capitano castrovillarese Ettore Manes (a cui è intitolata la locale Caserma dell’Esercito Italiano, dove è di stanza la seconda compagnia dell'11° Reggimento Genio Guastatori ), caduto a Fosso Palumbo (Treviso) nel 1918, pluridecorato per meriti militari, spirito eroico, amante della Patria e grande esempio di nobiltà d'animo. Questi scrisse una pagina storicamente tragica dell'Italia in un conflitto nel quale la Calabria si distinse tra le regioni con il maggior numero di mobilitati effettivi e, purtroppo, anche di soldati morti.

Per questo il momento sarà solenne. Aiuterà tutti a percepire meglio, con contributi ed apporti, che all’epoca quei soldati , in cuor loro, riconobbero, anche, di avere qualcosa che li univa ben oltre il fatto di combattere su più fronti.

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