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Omicidio mafioso netturbino '91: Protesta del fratello, "riaprite il caso"

LAMEZIA TERME (CATANZARO)  -  Non vuole che ci si dimentichi di cosa è accaduto nel lontano 1991, non vuole che l'omicidio del fratello rimanga nel dimentichatoio giudiziario.

Chiede la riapertura del caso stamattina,  con una singolare protesta, Francesco Cristiano, fratello di Pasquale, il netturbino ucciso insieme al collega Francesco Tramonte il 24 maggio del 1991 a Lamezia in un agguato di tipo mafioso. La voce di Cristiano è uno striscione,  esposto davanti il palazzo di giustizia di Lamezia Terme, per ricordare i due uomini scomparsi per mano della mafia. Chiede la riapertura del caso, "noi non vogliamo parate ma chiediamo solo giustizia''. Presente davanti il tribunale per dimostrare solidarietà a Cristiano è giunto anche Rocco Mangiardi.

Ultima modifica il Venerdì, 24 Maggio 2013 12:11
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