affiliati e prestanome del gruppo criminale di Rosarno. Sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, illecita concorrenza con minaccia o violenza, intestazione fittizia di beni e favoreggiamento personale nei confronti del boss latitante Marcello Pesce, arrestato dalla polizia il primo dicembre del 2016, nonché di traffico e cessione di sostanze stupefacenti. La seconda operazione é stata condotta dalla Squadra mobile di Catanzaro ed ha portato al sequestro dei beni, per un valore di quattro milioni di euro, riconducibili al collaboratore di giustizia Gennaro Pulice. Il sequestro di beni riguarda anche la moglie di Pulice ed alcuni imprenditori considerati suoi prestanome. Le due operazioni sono state condotte con il coordinamento dello Sco.
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