Maxi blitz a Catanzaro, oltre 50 arresti

Maxi blitz a Catanzaro, oltre 50 arresti

CATANZARO - Un imponente dispiegamento di forze dell’ordine, ben 500 uomini tra poliziotti e carabinieri entrati in azione nel corso di una operazione congiunta, denominata “Passo di Salto”, durante la quale stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 52 persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di produzione, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti.

L'indagine che ha portato al blitz di stamani avrebbe disarticolato quella che gli stessi inquirenti hanno definito come una “potente associazione” che operava nella zona sud di Catanzaro.

Il provvedimento cautelare è stato emesso dal Gip del Tribunale di Catanzaro su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.

UNA VERA “HOLDING DELLO SPACCIO”

Vai i filoni di indagini che hanno portato stamani il Gip del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, ad emettere il provvedimento cautelare.

Le investigazioni sono state portate a termine, separatamente dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri del capoluogo e dalla Squadra Mobile, e sono scaturite da altre acquisizioni effettuate dal Commissariato e dalla stazione dell’Arma di Catanzaro Lido, che avevano avviato degli accertamenti proprio sull'attività del presunto gruppo attivo nel settore degli stupefacenti e che operava in prevalenza proprio nel popoloso quartiere sud del capoluogo.

Un contributo importante alle indagini l’hanno dato le intercettazioni ambientali, veicolari e telefoniche eseguite dagli inquirenti, che effettuando anche delle riprese video con le telecamere nascoste, avrebbero individuato l’organizzazione criminale e la sua struttura.

In pratica il gruppo - che sarebbe stato suddiviso in tre diversi livelli: quello dei fornitori, poi i grossisti e gli spacciatori al minuto - viene descritto dagli stessi investigatori addirittura come “una vera e propria holding dello spaccio” che avrebbe avuto praticamente il monopolio del settore sia in città che nei centri del litorale ionico catanzarese.

I RAPPORTI CON LE COSCHE DELLA LOCRIDE E CROTONE

Altro elemento accertato, riferito ai canali di approvvigionamento della droga, sarebbe quello degli stretti legami che l’organizzazione avrebbe vantato con le potenti cosche di ‘ndrangheta reggine, in particolare della Locride, e del Crotonese.

Gli investigatori hanno poi scoperto una caratteristica “commerciale” attuata dalla rete: ovvero la cessione “in conto vendita” dello stupefacente. Un “sistema” che si basava sulla certezza, comunque, di veder pagata la fornitura, facendo forza sulla capacità intimidatoria del sodalizio tanto sugli spacciatori che sugli acquirenti.

Una struttura che oggi potrebbe essere stata completamente smantellata grazie alle capacità investigative della polizia e dei carabinieri, che hanno anche potuto contare sulla defezione in corso d’opera di uno dei presunti capi del sodalizio, Santino Mirarchi, che nel 2016 è divenuto collaboratore di giustizia e che ha rilasciato alcune dichiarazioni agli inquirenti che hanno arricchito e completato il quadro delle prove fin qui acquisite.

Altri dettagli saranno forniti nel corso di una conferenza che si terrà stamani alle 11 presso la Procura di Catanzaro

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