affinché lo Stato invii l’Esercito Italia in Calabria per “assistere” il resto delle forze dell’ordine nell’applicazione delle norme di contenimento dell’epidemia da Coronavirus.
I primi cittadini sostengono infatti si avvertire “gravissimo rischio di diffusione contagio” dovuto, in particolare, all’incremento dei flussi migratori di corregionali proveniente dal Centro Nord.
Lo scorso 13 marzo, così, la delegazione dei primi cittadini dell’Alto Tirreno Cosentino ha firmato una nota nella quale ha chiesto al Prefetto di Cosenza la predisposizione di presidi delle Forze dell’ordine agli ingressi dell’A2 e della Ss 18-Tirrena inferiore, in modo tale da impedire possibili flussi incontrollati di accessi in Calabria da parte di soggetti non autorizzati e provenienti dalle aree del Nord”.
I Sindaci sostengono infatti di poter contare su pochissime unità capaci di garantire l’esecutività di quanto previsto da atti e ordinanze e su corpi di Polizia municipale che, per numeri e mezzi, sono del tutto insufficienti a compiere le necessarie azioni di controllo, contenimento e repressione, “in una situazione che – affermano - rischia di trasformarsi, se non tempestivamente affrontata, in una vera e propria catastrofe”.
Così, con forza e all’unanimità, hanno lanciato l’appello al Prefetto di Cosenza, al Ministro dell’Interno, alla presidente della Regione Calabria, al Ministro della Difesa e alla Protezione Civile Nazionale chiedendo che dispongano l’immediato dispiegamento sul territorio dei comuni calabresi dell’Esercito e delle risorse disponibili delle altre forze armate.
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COSENZA - I sindaci della Provincia di Cosenza si uniscono alla proposta lanciata qualche giorno fa dalla governatrice Jole Santelli
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