L'uomo era stato arrestato nell'operazione "Tibet", coordinata dalla Dda di Milano e condotta dalla Squadra mobile milanese con l'apporto della Dia reggina che seguiva Morgante in un'altra indagine. Per l'accusa, l'imprenditore era rappresentante e collettore di risorse economiche di cosche reggine coinvolte nelle attività gestite in Lombardia e, in particolare nel "Locale" di Desio (Monza e Brianza), dalla cosca allora capeggiata da Giuseppe Pensabene. L'uomo è stato poi condannato, con sentenza passata in giudicato, a 6 anni e 10 mesi di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. La Cassazione aveva però annullato con rinvio la sentenza per la confisca dei beni. Con il provvedimento di oggi, il Tribunale di Reggio Calabria, ha ritenuto l'imprenditore portatore di pericolosità sociale.
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Confiscati beni per 7 mln ad un imprenditore nel reggino
REGGIO CALABRIA - Beni per 7 milioni di euro sono stati confiscati dalla Dia di Reggio Calabria a Roberto Morgante, di 60 anni, di Villa San Giovanni, imprenditore nel settore edilizio ed attualmente detenuto.
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