Un patrimonio notevole che in Calabria e' tutto da tutelare, settori importanti da vitalizzare, certo. Ma non solo.
Possono, anzi devono, essere considerati tutti delle ''risorse'' - materiali e immateriali - e come tali costituire fattori di sviluppo e di crescita. Fattori formidabili, in larga parte decisivi per il futuro della regione''. E'quanto emerge dal Seminario ''Istruzione, Alta Formazione, Cultura e Beni Culturali'' promosso dall'Associazione fra ex-Consiglieri regionali della Calabria presieduta da Stefano Priolo, che si e' svolto a Reggio nel Museo Archeologico Nazionale.
L'iniziativa e' la quarta di un ciclo intitolato ''La Calabria che vogliamo'' che ha un obiettivo dichiaratamente ambizioso. Quello di ''introdurre nel confronto politico culturale calabrese tematiche rimaste estranee e problematiche eluse''.
L'analisi degli ex-Consiglieri sul confronto in atto nella regione non e' sicuramente acritica. Tutt'altro. Introducendo i lavori con una densa relazione, l'on. Costantino Fittante che ha coordinato il seminario, ha definito il livello del dibattito politico ''asfittico e spesso inconcludente''.
Parlando a nome di tutti i suoi colleghi, Fittante ha rimarcato, quindi, l'urgenza di ''elevarlo per pervenire a scelte strategiche e a provvedimenti di intervento in grado di invertire la tendenza in atto, utilizzando in maniera razionale tutte le risorse di cui disponiamo e che non sono solo quelle finanziarie''.(ASCA)
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Regione: ex consiglieri regionali, tutelare patrimonio culturale
REGGIO CALABRIA - ''L'istruzione, l'alta formazione, i beni archeologici, architettonici, paesaggistici e artistici, l'identita' culturale.
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