"L’evento, quest’anno, avrà una valenza nazionale, sia per il centenario della Montagnella, sia per la recente tragedia consumatasi sul lungomare di Crotone che è costata la vita a due operai. Il lavoro è il principio fondamentale su cui si fonda la nostra Repubblica, ed è il valore unificante tra le diverse generazioni e tra le differenti aree del Paese. Da sempre. Ma, soprattutto, la sicurezza e la tutela della salute nei luoghi di lavoro sono la condizione essenziale in una società civile sviluppata. Non si può continuare a morire di lavoro. Dobbiamo fermare - ha aggiunto Mingrone - questo stillicidio, questo bollettino di guerra che quotidianamente porta tragedie e lutti nelle famiglie italiane. Non si può parlare di fatalità. In Italia ogni giorno in media tre persone muoiono sul lavoro. Il 10% sono stranieri, soprattutto edili, operai dei porti, della logistica, della chimica, dei servizi, delle aziende agroalimentari, giovani ed anziani. Una lenta morte collettiva, incrementata dalla precarietà, dai mancati investimenti in sicurezza. In nome molto spesso del profitto ottenuto sulla pelle dei lavoratori. C’è bisogno di limiti seri, garanzie salde, di discutere sui carichi eccessivi di lavoro e di straordinari, eliminare o ridurre al minimo i rischi per la salute. È anche un problema culturale, di rispetto per la dignità del lavoro che va difeso in questa società sempre più globalizzata ed individualista, come spesso ci ricorda papa Francesco. La sicurezza nei luoghi di lavoro non è purtroppo un tema nel dibattito pubblico, politico e istituzionale. Se ne discute solo nelle formali note di cordoglio, dopo l’ennesima morte bianca. Durante la scorsa campagna elettorale, nessuno ha usato la parola sicurezza sul lavoro. Nessuno ha citato i tagli alla sanità, il depotenziamento dell’INAIL, il calo delle ispezioni. Se ne dovrebbe parlare anche nelle scuole, nelle università, attraverso i media, in tutti i luoghi in cui si può costruire una vera alleanza per imporre il rispetto della vita e del valore del lavoro. Se vogliamo far crescere la nostra economia - ha proseguito Mingrone - dobbiamo investire sull’innovazione, sulla ricerca, sulle nuove infrastrutture e soprattutto sulla formazione dei giovani, l’Italia non attrae cervelli, anzi perde i propri talenti visto che dal 2010 ad oggi è triplicato l’esodo dei giovai verso l’estero, in particolar modo nella nostra Regione. I giovani della nostra terra vivono il dramma della mancanza di opportunità lavorativa e alla loro sofferenza, al loro profondo disagio, si contrappone l’inerzia delle Istituzioni e l’assenza di una politica programmatica. Tante sono le negligenze e le lacune in tema di sicurezza nei luoghi di lavoro, a cominciare dal sommerso cui non si riesce a porre un argine proprio al fine di una tutela reale dei diritti dei lavoratori. Sicurezza non vuol dire soltanto rispetto delle norme, ma significa rispetto della dignità lavorativa di ogni persona. Sarà questo l’appello che il primo maggio, i lavoratori e il sindacato, rivolgeranno alle istituzioni. Una scelta - ha concluso il segretario della Ust Cisl Magna Graecia, Francesco Mingrone - che acquisisce un valore ancora più significativo a dieci anni dall’emanazione del Dlgs n. 81 del 2008, che ha posto le basi di un cambiamento profondo, ma ancora in evoluzione, nel modo di concepire e rendere fattiva la prevenzione e la protezione nei diversi ambiti lavorativi. Bisogna mettere al centro il problemi della gente, non gli interessi della politica. Bisogna rafforzare il dialogo sociale, assumendo il tema del lavoro e della sua sicurezza come la questione nazionale su cui misurare la reale e concreta volontà e attenzione della politica ai problemi dei cittadini e dei più deboli".
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Primo Maggio: a Carfizzi si celebra il valore del lavoro
"La sicurezza è il cuore del lavoro. Il lavoro è vita, il lavoro non può essere morte. È su questi presupposti che assieme a CGIL e UIL, celebreremo, martedì, il Primo Maggio a Carfizzi". Lo afferma in una nota il segretario della Ust Cisl Magna Graecia, Francesco Mingrone.
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