faccendiere un tempo democristiano, con riferimento al suo "ruolo" di "uomo di contatto tra gli appartenenti alla 'ndrina dominante di Gioia Tauro e ambienti politico istituzionali". Nel verdetto 17631, che convalida le misure coercitive, i supremi giudici ricordano i contatti con Marcello Dell'Utri di Miccichè, estradato dal Venezuela in Italia lo scorso settembre, dopo l'arresto nel luglio 2012. Dalle intercettazioni del settembre 2007 dell'inchiesta 'Cento anni di storia' sul clan Piromalli - chiariscono gli ermellini - "si evince come il Miccicchè, seppure da tempo all'estero, si consideri a più riprese partecipe a pieno titolo del sodalizio mafioso allorquando, ad esempio, consiglia l'Arcidiaco (legato ai Piromalli, ndr) di far valere con forza le 'nostre' ragioni cioè della 'ndrina anzidetta al cospetto di un importante uomo politico (senatore Marcello Dell'Utri) con cui il primo ha fissato un abboccamento tramite lo stesso Miccichè". A tal proposito, la Cassazione fa riferimento ad un'altra intercettazione dello stesso periodo nella quale Miccichè ricorda ad Antonio Piromalli, figlio del boss Giuseppe, detenuto al 41bis, "che quando lui era segretario politico della Democrazia Cristiana di Gioia Tauro alle elezioni politiche la Piana era 'cosa nostra', tanto da assicurare di poter fornire analogo sostegno alla formazione politica degli onorevoli Dell'Utri e Berlusconi". Nel respingere il ricorso di Miccichè contro l'obbligo di dimora a Reggio Calabria - l'unica misura coercitiva possibile essendo scaduti i termini della custodia in carcere durante l'estradizione -, la Cassazione sottolinea che è sempre Miccichè a consigliare "nuovamente all'Arcidiaco di rivolgersi al'Senatore' (sottinteso Dell'Utri) per la questione della nomina di Antonio Piromalli a console onorario". Sempre in base a quanto riscontrato nelle intercettazioni, inoltre, gli ermellini ricordano che Miccichè "riferisce direttamente allo stesso Antonio Piromalli dei contatti intrattenuti o previsti con vari uomini politici (on. Mastella, Sen. Tassone, Sen. Colombo)nonché di contatti con non meglio indicati ambienti della massoneria". Proprio sulla base di questo materiale, raccolto dagli inquirenti calabresi, la Cassazione ha ritenuto che "la valutazione in ordine al ruolo" di Miccichè "quale uomo di contatto" tra il clan Piromalli e "ambienti politico-istituzionali" sia "conforme alle risultanze investigative". Pertanto è stato dichiarato"inammissibile" il reclamo dell'ex latitante - "gravemente indiziato" di appartenere alla 'famiglia' Piromalli – contro l'ordinanza del tribunale del riesame reggino dello scorso otto novembre. Nel marzo 2008 suscitò polemiche la presenza di Miccichè -sul quale erano già state avviate indagini - alla presentazione dei candidati del Pdl in America Latina, al fianco di Barbara Contini allora responsabile delle liste 'azzurre' per le circoscrizioni estere.
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'Ndrangheta: Cassazione conferma giudizio su Aldo Miccichè
Confermato dalla Cassazione il giudizio della Dda di Reggio Calabria su Aldo Miccichè,



