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Uccide il padre e lo fa a pezzi, Chiurco non non può essere condannata

COSENZA - Destinato a finire in Corte d'Assise a Cosenza, il caso di Stefania Chiurco, parricida rea confessa,

sarà invece al vaglio del Gip di Castrovillari, Carmen Ciarcia.

I legali di Stefania Chiurco, infatti, hanno chiesto il rito abbreviato e l'udienza del 25 gennaio, fissata con rito immediato non si terrà. Niente udienze pubbliche, interrogatorio di testimoni e periti nella fase dibattimentale. Solo la decisione, per la quale, si dovrà tener conto della valutazione psicologica dell'imputata. I periti, difatti, l'hanno giudicata "incapace al momento del delitto di intendere e di volere e attualmente affetta da psicosi schizofrenica".

Stefania Chiurco ha ucciso il padre, Riccardo, lo ha fatto a pezzi e ne ha conservato i resti in degli scatoloni con del borotalco. Il delitto è stato ricostruito interamente dai carabinieri. La donna ai medici ha dichiarato "quelle voci mi hanno spinta ad uccidere", da qui la perizia. Le conclusioni giuridiche sono una conseguenza, se la Chiurco era incapace di intendere e di volere al momento dell'omicidio, non può essere condannata e deve essere scarcerata perché le vengano prestate le cure dovute in una clinica.(STRILL)

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