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Il comitato Verità Democrazia e Partecipazione interviene sulla questione della discarica di Scandale: una spada di Damocle pende sul nostro territorio

Si apprende che, per l’ennesima volta, la conferenza di servizi prevista per il giorno 12 ottobre u.s. presso il Dipartimento ambiente della Regione Calabria per definire il procedimento

relativo alla  ichiesta della Ecolsystema di riesaminare l’autorizzazione della discarica per l’amianto al fine di trasformarla in discarica per rifiuti speciali non pericolosi, da realizzarsi in località Santa Marina nel  omune di Scandale, è stata rinviata. Da mesi, ormai, si attende che la Regione metta la parola fine alla lunga epopea che ha come protagonista la località Santa Marina, sita nel comune di Scandale.  ncora una volta quel territorio è protagonista delle mire economiche di qualche privato che, delle discariche e della gestione rifiuti ha fatto il proprio business. Già nel 2010, davanti alla minaccia di  ealizzare una discarica di amianto in una zona interessata da agricoltura biologica e produzione di formaggi a marchio dop, La rete per la difesa del territorio “ Franco Nisticò”, riuscì a bloccare il  rogetto, mobilitando migliaia di cittadini ai quali si aggiunsero il Comune di Scandale e la Provincia di Crotone. La Ecolsystema, fallito il tentativo di costruire una discarica di amianto ha provveduto a  odificare il suo progetto riuscendo, ad inizio del 2015, a riavviare la procedura per ottenere i pareri Via ed Aia al fine di riconvertire l’impianto in una discarica per la spazzatura. Le emergenze  mbientali ed il rischio per la salute in un territorio ormai al collasso restano. I cittadini di Scandale e di tutta la provincia sono fortemente contrari alla realizzazione dell’ennesima discarica e se  ecessario si mobiliteranno ancora una  volta per difendere il territorio e bloccare una ennesima speculazione economica a scapito dell'ambiente e della salute. L’appello che facciamo al  indaco Pingitore è di portare avanti il suo dovere istituzionale e se non vuole restare da solo favorisca forme di partecipazione popolare e democratica e ridia al suo comune la connotazione di casa  el popolo.  Fare la vittima non serve a risolvere i problemi, ma solo a lavarsi la coscienza.  

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