non si assume le responsabilità della soppressione di treni regionali che dovrebbe entrare in vigore nei prossimi mesi, inquadrando l’emergenza in una visione nazionale: la drammatica situazione è addebitabile alla diminuzione dei trasferimenti dallo Stato alle Regioni, alla riduzione delle risorse autonome a disposizione della Regione e alla necessità di rispettare i vincoli imposti dalle normative nazionali che consentono di raggiungere la premialità. Colpa della cattiva programmazione di Trenitalia, insomma, la cui direzione, comunque, potrebbe anche essere pronta – se chiamata in causa - ad offrire la propria collaborazione perché si individui, al più presto, un percorso che abbia come unico scopo quello di provocare minori disagi sia agli utenti che al personale.
Tra tavoli tecnici, buone intenzioni, proclami e annunci di programmazione, quel che resta delle chiacchiere è un ulteriore passo verso la marginalizzazione del Meridione, e della Calabria in particolare, dal resto del Paese. Le scelte operate dalle Ferrovie dello Stato, comprese le responsabilità della Regione, mettono questa fascia strategica del settore trasporti davanti alla drammatica e pericolosa decisione di sopprimere gran parte dei treni a lunga percorrenza dal Sud verso il centro-Nord e viceversa. Regione e Trenitalia devono dare risposte concrete sull’eventualità che questa ipotesi risulti fondata, e scongiurarne la concretizzazione che avrebbe ulteriori ricadute negative sulla mobilità dei calabresi, sui lavoratori del settore e sulle prospettive di sviluppo economico che ruotano attorno al potenziamento della mobilità su rotaia, non già sull’ennesimo ridimensionamento. Il rimpallo di responsabilità e le buone intenzioni lasciano il tempo che trovano. E il tempo per intervenire e limitare i danni è scaduto da un pezzo."



