disposto dalla procura della Repubblica di Rossano (Cs), di 10 depuratori siti in otto comuni del versante ionico di Cosenza: Rossano, Corigliano, Bocchigliero, Caloveto, Paludi, Campana, Terravecchia e Longobucco. Secondo quanto riportato in una nota del corpo forestale dello Stato, sono 23 gli indagati dell'operazione 'Calipso', tra cui amministratori e tecnici comunali che dovranno rispondere dei presunti reati di disastro ambientale e danneggiamento di acque pubbliche.
Le indagini si sono protratte nel tempo e sono state condotte dal nucleo investigativo provinciale di polizia ambientale e forestale (Nipaf) di Cosenza, che avrebbe accertato negli impianti una sistematica attivita' di raccolta e smaltimento non autorizzato dei rifiuti costituiti dalle acque reflue urbane e dai fanghi derivanti dal trattamento di tali acque attraverso gli impianti stessi.
L'attivita' sarebbe avvenuta in totale assenza di depurazione e la situazione sarebbe risultata ancora piu' grave dopo gli esiti delle analisi dell'Arpacal che hanno evidenziato il netto superamento dei limiti tabellari previsti dal decreto legislativo n. 152 del 2006, recante norme in materia ambientale.
L'Arpacal ha registrato un'alta concentrazione di carbonio organico disciolto (Doc), di richiesta biochimica di ossigeno (Bod5) e di Escherichia coli. Asca



