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Catanzaro-beach soccer, un ponte Mundial

Catanzaro-beach soccer, un ponte Mundial

«Vestire la maglia dell’Italia e giocare i Mondiali

sono state le esperienze più belle della mia vita. La Coppa del Mondo, in particolare, ha un fascino indescrivibile e inarrivabile». Parola di Francesco "Ciccio" Corosiniti, catanzarese e totem del beach soccer italiano: Corosiniti ha vestito la maglia azzurra per oltre 15 anni collezionando 263 presenze, ha partecipato a 7 Mondiali e indossato la fascia di capitano.

Attualmente responsabile tecnico del Cft di Cosenza, Corosiniti parla in vista della Coppa del Mondo di beach soccer: adattarsi a una nuova vita non è mai facile, ma il percorso della seconda avventura di Corosiniti è cominciato col "botto". Al primo anno su una panchina Corosiniti ha vinto lo scudetto col Viareggio beach soccer. Lo stesso Viareggio che dà alla Nazionale 5 giocatori (Carpita, Bertacca, Genovali, Fazzini e Remedi, ndr): «È stata una grande responsabilità, ma nello sport bisogna sempre dimostrare e devo farlo ora anche da allenatore. Ho avuto la fortuna di allenare grandi giocatori, molti di loro adesso saranno impegnati in una sfida straordinaria come il Mondiale, sono sicuro che faranno molto bene».

Dalla sua Catanzaro, Corosiniti non mancherà di certo di seguire gli azzurri ai Mondiali: «Non ho dubbi sulla qualità della nostra squadra, siamo forti. Sarà fondamentale - dice - vincere subito la prima e passare il girone. Arrivati a quarti e preso il ritmo con una competizione così serrata, possiamo diventare un problema per chiunque: più andremo avanti, infatti, più potremo crescere di condizione e convinzione. Conosco bene Del Duca, ci sentiamo spesso,

sono sicuro che arriveremo pronti e anche se può sembrare un girone non impossibile, in cui siamo ritenuti favoriti, non sarà affatto facile». Un’Italia giovane, con solo Carpita (1), Gentilin (1) e Zurlo (4) ad aver già giocato un Mondiale: «E io ne ho giocati 7, sono tanti, più di tutti loro insieme e questo mi fa sentire un po’ vecchio. Se da una parte possiamo peccare di inesperienza con così tanti ragazzi all’esordio in una Coppa del Mondo, dall’altra - sostiene Corosiniti - hanno dalla loro la spensieratezza, un gruppo molto unito e giocatori che non soffrono di condizionamenti, non hanno paura di nessuno».

Da un catanzarese all’altro, da Corosiniti a Zurlo, la fascia di capitano è rimasta in Calabria e a Catanzaro: «Sono molto felice che sia lui, è un mio conterraneo ed è bello che ci sia stato questo "ponte" ideale fra me e lui. Starà a Emmanuele, ormai esperto, trasmettere il senso di appartenenza a tutta la squadra. Siamo l’Italia e sarò il loro primo tifoso», chiude Corosiniti.

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