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Vitalizi consiglieri regionali, Corsi e Costanzo replicano a Scalzo

“Come mai non pensa ai privilegi dei parlamentari?”

Di seguito la nota diramata dai consiglieri comunali del Pdl Antonio Corsi e Sergio Costanzo: 

“Lo sdegno dimostrato dal consigliere Salvatore Scalzo per la decisione del Consiglio regionale (con i voti del suo partito, il PD) di respingere il referendum grillino che prevede l’abolizione, anche retroattiva, dei vitalizi dei consiglieri regionali potrebbe sembrare, a prima vista, un atteggiamento lodevole. Ma questo sdegno, carico di strumentalità, perde tutta la sua genuinità se si fanno alcune elementari considerazioni.
Scalzo ed i suoi amici grillini dimenticano, o fanno finta di dimenticare, che il Consiglio regionale della Calabria ha già abolito i vitalizi a partire dalla prossima legislatura, dando un segnale preciso in direzione del contenimento delle spese e, soprattutto, per la limitazione dei costi della politica. La richiesta di intervenire, addirittura in maniera retroattiva, è demagogica e si scontra con chiarissime questioni di diritto. Ma non è solo questo il punto. Ci chiediamo perché Scalzo ha puntato il suo interesse sui privilegi, che pure esistono, dei consiglieri regionali e non prende nemmeno in considerazione i privilegi, questi sì inaccettabili, dei parlamentari nazionali. Eppure i parlamentari nazionali, eletti con il “porcellum”, sono da considerare dei professionisti della politica e non debbono nemmeno fare la fatica di confrontarsi con l’elettorato. Mentre un consigliere regionale deve raccogliere migliaia di voti, andando incontro anche a legittime spese da rendicontare, il parlamentare nazionale può stare tranquillamente nel salotto di casa sua ad aspettare il risultato delle elezioni. Perché Scalzo “salva” i parlamentari nazionali? Forse perché non vuole colpire il suo amico D’Attorre o tutti gli altri funzionari del PD promossi sul campo parlamentari?
Consigliamo a Scalzo di leggere le polemiche che si sono scatenare in queste settimane nella rossa Bologna, dove tanti esponenti del suo partito prendono il doppio vitalizio e non hanno nessuna intenzione di rinunciarvi.
In definitiva, notiamo che Scalzo difende la politica come professione e si scaglia solo contro i consiglieri regionali, con toni ed argomentazioni demagogiche che non hanno alcun supporto giuridico. Prendiamo anche atto della sua alleanza con i grillini che, a loro volta, non stanno brillando per coerenza e per atteggiamenti corretti, come dimostra la recente polemica sulle spese dei gruppi e dei parlamentari cinque stelle, aspramente criticati dai loro stessi sostenitori sulla rete. Scalzo sta cambiando pelle, assumendo decisamente quella populista, incoerente e giustizialista. Noi gli consigliamo di aprire banchetti e raccogliere le firme per l’abolizione dei vitalizi dei parlamentari, anche se questo gli potrebbe nuocere l’amicizia con D’Attorre”.

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