denominata Asta la vista, in cui si ipotizza l’esistenza di un sistema di gravi complicità che avrebbe permesso di truccare aste giudiziarie e ottenere utilità personali. Ne dà notizia, in una nota, lo stesso esponente del Movimento 5 Stelle, che nell’interrogazione parlamentare ha chiesto al Guardasigilli «se non ritenga opportuno e urgente l’avvio di un’ispezione ministeriale sulla gestione dell’Ufficio esecuzioni e fallimenti del Tribunale di Lamezia Terme» e se non intenda «promuovere l’azione disciplinare a carico» del magistrato che lo dirige, «per accertarne ed eventualmente sanzionarne i comportamenti». «A parte – ha scritto nella sua interrogazione il deputato lametino – le valutazioni d’ordine penale di competenza di altro potere dello Stato, la gravità, la reiterazione nel tempo, il numero e il titolo delle persone coinvolte e la vastità dei fatti segnalati» comportano la necessità di verificare le eventuali «responsabilità, sotto il profilo dell’organizzazione dell’Ufficio in argomento e del controllo su di esso e sulle procedure gestite, del magistrato preposto alla conduzione» del medesimo. «Altri sintomi – ha proseguito il parlamentare – (almeno) della incapacità gestionale del citato magistrato sono emersi in questi giorni». Essi vanno, è precisato nell’interrogazione, dalla ripetuta assegnazione a medesimi professionisti» di incarichi, specie quelli «con maggiori possibilità di remunerazione», a situazioni di possibile diniego del «diritto di difesa personale», all’espresso mancato rispetto di «norme costituzionali e di sentenze della Corte costituzionale», che come noto hanno forza di legge. Secondo l’esponente M5S, vi sono, poi, equilibri non chiari circa l’«andamento temporale delle varie procedure esecutive immobiliari» e perplessità in fatto di «riservatezza» e mantenimento del segreto d’ufficio. Si tratta di questioni contestualmente segnalate dal parlamentare al CSM, alle Procure di Salerno e di Lamezia Terme e dei locali Consigli giudiziari e presidenza del Tribunale. «È evidente – commenta D’Ippolito – che la vicenda merita un approfondimento specifico volto, in un settore molto delicato, a tutelare la concreta amministrazione della giustizia nonché sia i creditori che i debitori più deboli. Pertanto ho ritenuto doveroso esercitare i poteri di sindacato ispettivo propri del parlamentare».
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Tribunale di Lamezia Terme: inchiesta Asta la vista, D'Ippolito (M5S) interroga il ministro della Giustizia
Il deputato M5S Giuseppe d’Ippolito ha presentato un’interrogazione al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, a seguito delle numerose ordinanze cautelari emesse nell’ambito della recente inchiesta della Procura di Lamezia Terme
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