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Papa Francesco: il dramma dell'aborto

"Desta orrore il solo pensiero che vi siano bambini che non potranno mai vedere la luce,

vittime dell'aborto, o quelli che vengono utilizzati come soldati, violentati o uccisi nei conflitti armati, o fatti oggetti di mercato in quella tremenda forma di schiavitu' moderna che e' la tratta degli esseri umani, la quale e' un delitto contro l'umanita'". Lo ha detto Francesco nel discorso al Corpo Diplomatico. "Non possono lasciarci indifferenti - ha aggiunto - i volti di quanti soffrono la fame, soprattutto dei bambini". Il pontefice ha augurato "al popolo italiano, al quale guardo con affetto, anche per le comuni radici che ci legano, di rinnovare il proprio encomiabile impegno di solidarieta' verso i piu' deboli e gli indifesi e, con lo sforzo sincero e corale di cittadini e istituzioni, di superare le attuali difficolta', ritrovando il clima di costruttiva creativita' sociale che lo ha lungamente caratterizzato". Francesco e' preoccupato perche' "aumenta il numero delle famiglie divise e lacerate, non solo per la fragile coscienza del senso di appartenenza che contraddistingue il mondo attuale, ma anche per le condizioni difficili in cui molte di esse sono costrette a vivere, fino al punto di mancare degli stessi mezzi di sussistenza". "Si rendono percio' necessarie - ha chiesto al Corpo Diplomatico - politiche appropriate che sostengano, favoriscano e consolidino la famiglia!". "E' saggio non emarginare gli anziani dalla vita sociale per mantenere viva la memoria di un popolo - ha sottolineato il Papa - Parimenti, e' bene investire sui giovani, con iniziative adeguate che li aiutino a trovare lavoro e a fondare un focolare domestico. Non bisogna spegnere il loro entusiasmo!".
  Francesco ha denunciato in particolare il fatto che troppo spesso "gli anziani siano considerati un peso, mentre i giovani non vedono davanti a se' prospettive certe per la loro vita". Il Pontefice ha poi ricordato "la breve visita compiuta a Lampedusa nel luglio scorso per pregare per i numerosi naufraghi nel Mediterraneo". Ed ha denunciato: "purtroppo vi e' una generale indifferenza davanti a simili tragedie, che e' un segnale drammatico della perdita di quel senso della responsabilita' fraterna su cui si basa ogni societa' civile".
  "In tale circostanza - ha aggiunto - ho pero' potuto constatare anche l'accoglienza e la dedizione di tante persone".
  Quanto al conflitto siriano, Francesco ha aggiunto: "Non cesso di sperare che abbia finalmente termine il conflitto in Siria. La sollecitudine per quella cara popolazione e il desiderio di scongiurare l'aggravarsi della violenza mi hanno portato, nel settembre scorso, a indire - ha ricordato - una giornata di digiuno e di preghiera". (AGI) .

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