ROMA - La recentissima intimidazione al PM della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, Pierpaolo Bruni rivela connotati particolarmente inquietanti.
Il carattere spregevole del gesto nei confronti dei suoi familiari più stretti rientra tra le pagine più nere del copione consunto dell'avvertimentocriminale. Il magistrato sta conducendo diverse inchieste sui rapporti tra ’ndrangheta e politica sia nella provincia di Cosenza che nel Vibonese, e pare stia conducendo indagini riguardanti anche il territorio crotonese.
La solidarietà nei suoi confronti è d'obbligo ma è necessario che sia una solidarietà del sistema verso tutti coloro che, quotidianamente e fuori dalle luci della ribalta, svolgono la loro attività con abnegazione e spirito di servizio.
Stringiamoci, allora, attorno ai più fedeli servitori silenziosi di uno Stato troppo spesso perso dietro gli interessi di chi dovrebbe, invece, agire in suo nome ma soprattutto per conto dei cittadini.
Icalabresi devono fare quadrato intorno a chi - come loro - lavora con dignità ad un futuro migliore per una Calabria scevra da condizionamenti di pericolose consorterie che nulla hanno a che fare con la società civile.
Sebastiano Barbanti - M5S
cittadino eletto alla Camera
Francesco Molinari - M5S
cittadino eletto al Senato
membro Commissione Antimafia



