Iraniani, pakistani, afghani, iracheni: persone di tutte queste nazionalità sono arrivate oggi in foltissimo numero a Crotone, a Roccella Ionica, a Badolato. Si tratta di 190 tra uomini, donne e bambini arrivati a Crotone, più altri 123 a Roccella e 86 a Badolato. Oltre 400 clandestini: un numero elevatissimo che la Calabria non si può permettere di ricevere, nemmeno per le poche ore necessarie per i controlli sanitari e l'identificazione degli eventuali contagiati". Lo afferma, in una dichiarazione, il presidente della Regione Calabria, Nino Spirlì. "Il problema - aggiunge - non si risolve smistando i contagiati verso le navi da crociera o cercando di ripararne altri nei luoghi destinati all'accoglienza, in Calabria come in altre parti d'Italia. Questa regione, con la sua debolissima sanità, non è in grado di sopportare sbarchi che stanno diventando quasi quotidiani. Questo vuol dire che non c'è controllo al largo delle coste italiane e che si è dato una sorta di lasciapassare agli scafisti, di fatto liberi di arrivare sulle coste calabresi senza problemi. Vien da pensare che, ormai, non c'è più neanche bisogno dell'intervento delle navi delle ong, considerato il flusso costante di barchini e barchette che trae origine dalle coste dell'est Europa e della Turchia". "È veramente inconcepibile che il Governo non intervenga in maniera definitiva per bloccare le partenze e, conseguentemente, questi arrivi, oltremodo pericolosi per la salute pubblica".
(Tempo di lettura: 1 - 2 minuti)
"Le coste calabresi sono prese d'assalto dagli sbarchi di clandestini provenienti, quasi esclusivamente, dal Medio Oriente.
Ultimi da Redazione
- Affitti non riscossi dall'Aterp in Calabria, danno erariale per oltre 4 milioni
- AMACO, il Consorzio Valle Crati avvia il piano per salvare i 111 lavoratori
- Boom di domande di partecipazione al primo bando del C.Re.A. - Centro di Residenza Artistica della Calabria per almeno 10 residenze per artisti, performer e compagnie professionali
- ''Potere, Verità ed Economia'': Tridico a Crotone per rimettere al centro il futuro dei giovani e del Sud contro la propaganda di Occhiuto
- La Pitta Catanzarese guarda al futuro: istituzioni, imprese e associazioni unite nel segno della De.Co.



