trovato morto (15 giorni dopo il suo decesso) all'interno delle cupole geodetiche di Cosenza, resta senza un nome (registrato come ancora persona sconosciuta) nella cella frigorifera del cimitero comunale. Non si puo' procedere ne' alla sepoltura provvisoria nel camposanto bruzio, ne' al rimpatrio della salma per essere sepolta nel suo paese. Perche' non e' stata ancora fatta nessuna comunicazione ufficiale al cimitero comunale sull'identita' certa della persona deceduta nelle cupole e soprattutto per la mancanza dei fondi necessari a coprire le spese del trasporto. Per questi motivi la salma continua a rimanere dimenticata e abbandonata nella camera mortuaria del cimitero di Cosenza. A denunciare, dopo aver parlato oggi al telefono con il responsabile del cimitero, quello che definisce "un fatto grave e triste, non degno di una paese civile e di una citta' solidale, accogliente e ospitale come Cosenza", e' il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che dal momento del ritrovamento del cadavere di quest'uomo sta conducendo una ininterrotta battaglia per far rimpatriare la salma. Cosi' come, lo stesso responsabile di Diritti Civili, ha fatto in questi anni per tanti altri immigrati deceduti tragicamente le cui salme sono state fatte rimpatriare. La prima volta 12 anni fa, per una donna curda morta nella stiva di una nave a Crotone. L'ultimo caso nel settembre scorso, quando, insieme al comune di Brancaleone, Diritti Civili ha sostenuto le spese per far rimpatriare la salma della povera e sfortunata badante ucraina, Tatyana, barbaramente uccisa, da un giovane nomade, nella cittadina della Locride. Negli anni scorsi Diritti Civili, con l'aiuto di Padre Fedele, era intervenuto per far rimpatriare le salme di altri due poverissimi immigrati morti in Calabria, uno (un commerciante marocchino) in un incidente, a Luzzi, e l'altro(un giovane rumeno) per annegamento a Paola. (AGI)
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La salma dell'immigrato trovato morto non ha ancora un nome
Da quasi un mese la salma del clochard (da tutti indicato come l'immigrato moldavo, Giorgio Krudo, 43 anni),
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