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Situazioni sempre più problematiche per un paese già problematico


Parlare di immigrazione oggi risulta sempre più normale in qualsiasi ambiente e, di conseguenza, sempre più frequenti sono le discussioni se sia o non sia un problema che contribuisce a “schiacciare” la nostra società. Sono 3 milioni 700 mila gli immigrati e stando ai dati questo porterà l’Italia a doverne ospitare fra 20-30 anni circa 10 milioni. Quindi ci chiediamo: riusciremo a trovare un ruolo nella società per chi è alla ricerca di stabilità? Sarà un problema solo economico-politico o anche sociale? Chiunque emigri è spinto dal desiderio di ciò che diversamente non può avere. Gli italiani si dicono pronti ad accettare nuove culture, nuovi modi di vivere, ma sempre di più sono i fenomeni “xenofobi” che hanno luogo nel nostro paese nei confronti degli “stranieri”. Le opinioni sul tipo di convivenza multietnica sono discordanti, da un lato l’idea è che gli immigrati debbano totalmente adattarsi, dall’altro dovremmo essere noi italiani in quanto cittadini “tolleranti” ad adattarci a loro rispettando usanze, tradizioni, religioni. Le nostre realtà locali sono lontane da quelle in cui ci sono aule occupate per la maggior parte da ragazzi di diverse nazionalità e strade inondate da popolazioni multietniche, ma il problema ci interessa come tutti gli altri. Tanti ancora identificano gli immigrati come soggetti intenti a “derubarci del lavoro” o ad “occupare le nostre terre”, ma noi stessi siamo i primi ad affidare loro solo i lavori i più umili, a farli vivere nelle così dette baraccopoli. Forse è ancora questa la pecca della nostra società, come cittadina italiana sentirei il dovere di dare stabilità e salute nel momento in cui decidessi di ospitare qualcuno.
Francesca Fiumanò
Liceo Scientifico Statale “Zaleuco”
Locri (RC)

Ultima modifica il Martedì, 14 Gennaio 2014 19:29
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