mentre altre forze politiche si dimenano alla ricerca di alchimie utili alla loro sopravvivenza. L'altro ieri il segretario nazionale Riccardo Nencini e i parlamentari del Psi, hanno presentato l'Atto unico per il Lavoro, declinato in 13 articoli con cui si prevede di introdurre misure per garantire sostegno al reddito per i disoccupati, politiche di inserimento nel mondo del lavoro, tutele per i lavoratori atipici, un sistema duale di istruzione, maggiore inclusione sociale e un reddito minimo di cittadinanza per chi si trova sotto la fascia di reddito di povertà e per chi ha perso il lavoro. Non si tratta di “chiacchiere”, ma di proposte reali in cui viene indicata anche la copertura finanziaria che passa in primis da un utilizzo pieno dei fondi europei oggi inutilizzati, dalla tassazione più incisiva dei giochi pubblici, da un’imposta straordinaria del 50% sui profitti delle attività del gioco d’azzardo, ed altro ancora. Vi è anche la proposta di istituzione di un ‘Agenzia Nazionale del Lavoro’, con la quale per i giovani che non abbiano trovato un lavoro dopo quattro mesi, si fornisce un servizio pubblico di apprendistato e percorsi di formazione. Ma anche sgravi contributivi pari al 50% del costo degli oneri previdenziali ai datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato al termine dell’apprendistato, di sistema duale di istruzione o dopo il periodo di prova. Oltre che il reddito minimo di cittadinanza non a carattere universalistico ma da erogare a chi si trova sotto la fascia di reddito di povertà, a chi ha perso il lavoro; è legato alla ricerca di un’occupazione e alla frequenza di corsi di formazione. Nel ddl c'è spazio anche per l'istituzione di un fondo per la riduzione del cuneo fiscale, cioè della pressione fiscale che grava sulle buste paga lavoratori dipendenti e a progetto. Lodevole al proposito l'iniziativa di Nencini che sul tema ha avviato anche una serie di incontri con i sindacati, con il Ministro del Lavoro, con alcuni rappresentanti del Governo, Confindustria e associazioni di settore per chiedere la più ampia condivisione. Ora sta a Letta, conclude Guerriero, adoperarsi affinché le proposte socialiste vengano inseriti nel Patto di Governo a tutela dei lavoratori, dei precari e soprattutto di chi non ha un'occupazione, per contrastare il preoccupante disagio sociale in cui si trova il nostro Paese e la Calabria in particolare. E’ arrivato il momento di archiviare le sterili dichiarazioni d'intenti e passare all'azione: di parole non si vive più e noi calabresi, sul tema lavoro, stiamo pagando un prezzo non più sostenibile.
Fabio Guerriero
Responsabile organizzativo Psi - Calabria
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Il Psi presenta l'atto unico per il lavoro, dichiarazione di Fabio Guerriero
Registro con dispiacere che il solo PSI e pochi altri continuano ad occuparsi dei problemi quotidiani degli italiani,



