nel riconoscimento di diritti e pari opportunità. Purtroppo, nonostante le numerose battaglie, la questione di genere, resta una dolorosa ferita aperta, laddove la brutalità dei continui femminicidi, suscita preoccupazione, rispetto ad una libertà ed un'uguaglianza, ancora oggi a rischio! Certamente, la norma sulla tutela degli orfani di femminicidio, approvata dalla Camera pochi giorni fa, rappresenta un passo in avanti, rispetto alle tante lacune normative da colmare, ma la strada è ancora lunga, soprattutto rispetto ad interventi, che possano prevenire tali ingiustizie. In occasione del centenario della Rivoluzione d'Ottobre-rivoluzione che ha posto la lotta proletaria , all'interno della questione di genere- un'attenta riflessione sulla società attuale, non è affatto rassicurante e il prezioso patrimonio di conquiste sociali, consegnato dalla memoria, obbliga le nuove generazioni, ad un grande impegno, nel declinare le battaglie dell'epoca, all'interno della società odierna. Non è anacronistico, affermare che la cultura capitalista, nel sua sfrenata modalità di possesso e consumo, continui a distanza di un secolo, a limitare libertà ed uguaglianza, in quanto è possibile costatare oggettivamente, come la donna seguiti ad essere considerata, uno strumento di produzione, di ciò che è utile a chi lo detiene: ieri si chiamava "borghese"; oggi, a secondo degli abusi e delle discriminazioni, si può chiamare fidanzato, marito, protettore, datore di lavoro! Proprio l'azione di quest'ultimo, al tempo di oggi, è considerata "normale" se nega il lavoro ad una donna in cinta e appare quasi utopistica, laddove invece lo garantisce! La lunga marcia verso l'emancipazione femminile, dal macrocosmo mondiale, al microcosmo italiano, ha generato una riproduzione sociale importantissima, per la conquista di diritti e democrazia; tuttavia, tale riproduzione, non è oggi più forte di ieri e allora, il contrasto alla cultura sessista, diventa faticoso tra le tante coscienze sopite. Senza andare troppo lontano è possibile ricavare un esempio, nello spaccato della provincia reggina, dove la gravità dei fatti di Melito, per una questione di genere, ricompresa in un'ulteriore questione criminale, impone una presa di coscienza collettiva, tra cittadini ed istituzioni, per la concreta lotta ad un sistema malsano, di prepotenza ed omertà! Il Sud, nella propria emergenza meridionale, non ha mai rappresentato una terra di pari opportunità, ma anche da questa terra, numerose donne coraggiose si sono messe in marcia: raccoglitrici di olive e gelsomini, oppresse dalla povertà e dallo sfruttamento; donne imprigionate dal sistema mafioso e donne, impegnate in politica dopo il suffragio universale, che insieme a tutte le donne, hanno lottato per i loro diritti! Il Partito Comunista Italiano, oggi più che mai, continua nel solco della tradizione, a lottare per il superamento della questione femminile, aderendo allo sciopero globale, in occasione della Giornata Internazionale della Donna. E' necessario costruire una coscienza collettiva, che torni ad aggregare forme di cooperazione, in grado di produrre spazi di libertà di scelta e condivisione, dove interventi concreti, possano garantire e tutelare, diritti e pari opportunità!
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Eventi avveniristici, hanno attraversato il mondo e l'Italia, donando alle donne e agli uomini dell'epoca, la speranza di una società migliore, basata su un modello culturale, giuridico e sociale, dove la donna, potesse ritenersi finalmente libera e tutelata,
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