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Fissate regole e date dei congressi provinciali e regionale del Pd calabrese

Fissate regole e date dei congressi provinciali e regionale del Pd calabrese

Fissate regole e date dei congressi provinciali e regionale del Pd calabrese che si svolgeranno tra la fine di aprile ed il 12 maggio i primi ed ai quali potranno votare gli iscritti al partito, mentre per il 16 giugno è fissata la data delle primarie per la scelta del segretario regionale alla quale concorreranno gli elettori del Pd che si sono iscritti negli elenchi delle primarie fatte il 25 novembre scorso e coloro che si iscriveranno per il nuovo appuntamento direttamente ai seggi.

A renderlo noto è stato il commissario del Pd calabrese, Alfredo D'Attorre nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta questa mattina nella sede del Partito regionale al termine della riunione dell'Esecutivo regionale. "Questi congressi - ha detto - sono un'opportunità per completare la ricostruzione democratica del partito, come avevamo annunciato già prima delle elezioni. Quindi, dopo i congressi di circolo e cittadini, adesso si faranno i congressi provinciali e poi il congresso regionale". Lo svolgimento dei congressi, secondo D'Attorre, rappresenta "l'occasione per dare un gruppo dirigente forte, rinnovato ed autonomo al Pd provinciale e regionale e anche per mettere questo partito all'ascolto di una fortissima sofferenza sociale che il risultato elettorale ci ha consegnato e che non avevamo colto. Quindi, io immagino dei congressi di umiltà, di curiosità. Congressi che chiamano tutti a mettersi in gioco, in cui apriamo le nostre porte e finestre e facciamo entrare anche quelle energie che non siamo riusciti ad intercettare in campagna elettorale. Un partito umile, un partito curioso, un partito che mette l'orecchio a terra e ragiona su come rendersi di nuovo utile per la società calabrese".Vedremo come si concluderà l'inchiesta e quali responsabilità penali ed individuali emergeranno". Lo ha detto Alfredo D'Attorre, commissario del Pd calabrese. "Se dovessero essere confermate le voci giornalistiche di questi giorni - ha aggiunto - è chiaro che ci troveremmo di fronte a comportamenti di inaudita gravità. Più in generale io penso che forse bisognava procedere ancora prima a ridurre le spese di funzionamento del Consiglio regionale. La reazione popolare di queste ore ci dice che le persone non sono più disposte ad avere l'idea di una politica che ha consuma tante risorse e che poi non produce risultati. Questo è un messaggio di fondo. Abbiamo bisogno di una politica francescana. Adesso c'é stata una riforma che ha ridotto drasticamente i contributi ai gruppi. Dobbiamo procedere su questa strada, altrimenti non ricostruiamo una credibilità della politica in Italia e nel Sud". "Per il Pd - ha poi sostenuto D'Attorre - i bilanci regionali sono sottoposti al controllo di una società di revisione esterna, così come per il bilancio nazionale ed è tutto pubblicato online. Per quanto riguarda il bilancio del gruppo regionale, c'é un rendiconto curato da un commercialista, che mi dicono essere molto rigoroso, che è in grado di render conto delle singole spese. Credo che obiettivamente sino all'anno scorso, pur in presenza di un controllo rigoroso, sul piano regionale c'era a disposizione dei gruppi una quantità di risorse difficili da giustificare. Quest'anno c'é stata una riforma nazionale e questi contributi sono stati drasticamente ridotti. Quindi, credo che dobbiamo distinguere due lati. Quello delle responsabilità individuali, se ci sono state e da quello che mi dicono per quanto riguarda il gruppo del Pd è stato tutto rendicontato in maniera assolutamente rigorosa e cristallina sino all'ultimo euro. Questo mi è stato riferito ed assicurato. Se, poi, dovessero emergere gravi responsabilità di consiglieri del Pd, è chiaro che scatterebbero le misure previste dal codice etico: sospensione dal Partito e del gruppo consiliare". Per il commissario regionale del Pd, infine, accanto all'aspetto penale "c'é un problema più generale ed è che la gente reagisce così perché percepisce che comunque, probabilmente, attorno al Consiglio regionale c'era una quantità di risorse difficili da giustificare rispetto alla situazione economica della Calabria. Ecco perché è stato giusto ridurle drasticamente su impulso del governo nazionale e frse sarebbe stato giusto anche provvedere prima e più tempestivamente".

Ultima modifica il Domenica, 07 Aprile 2013 09:08
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