Nazionale protagonista della campagna "Gli appalti sono il nostro lavoro". I diritti non sono in appalto. Si stima, per difetto, siano oltre tre milioni e mezzo i lavoratori in Italia che operano dentro la filiera degli appalti. Lavorano spesso nel mezzo di sprechi e inefficienze, senza adeguate tutele e senza che vengano riconosciuti e rispettati i diritti minimi. Sono quelli che lavorano 'in appalto', o peggio in sub appalto, inseriti in un segmento produttivo che, per quanto riguarda i soli appalti pubblici, rappresenta più del 15% del Pil nazionale mentre al 2%, sempre del Pil, ammonta la variazione dei costi per gli appalti relativi a beni e servizi Per la CGIL, quindi, si pone il problema di rappresentare e tutelare questi lavoratori ed insieme a loro l’intero Paese. I richiami puntuali del dr Cantone (presidente dell’autorità nazionale anti-corruzione), bastano a rappresentare qual è la posta in gioco: l’attuale legislazione sugli appalti agevola le infiltrazioni mafiose e la corruzione, nega i diritti ai lavoratori. La CGIL chiede un cambio delle regole negli appalti ed ha chiamato tanti cittadini a firmare ed a confrontarsi con i temi contenuti nella proposta di legge. L’appuntamento topico per il nostro territorio sarà venerdì prossimo alle ore 10,00 in piazza Prefettura a Catanzaro, dove sarà installato un stand informativo per richiamare l’attenzione di tutti i cittadini ed i lavoratori interessati.
Giuseppe Valentino Segretario Generale CGIL Catanzaro - Lamezia



