di Catanzaro per celebrare il convegno pastorale diocesano sul tema: ''La misericordia e le sue opere''.
Un evento ecclesiale voluto e presieduto dall'Arcivescovo metropolita Mons. Vincenzo Bertolone che e' iniziato in un clima di preghiera con la recita dell'ora media e con i saluti del prefetto di Catanzaro, Raffaele Cannizzaro, del vice sindaco di Catanzaro, Baldo Esposito, e del commissario della provincia, Wanda Ferro.
L'Arcivescovo Bertolone nel salutare paternamente tutti i convenuti, i relatori e le autorita' ha introdotto il tema del convegno pensato con una prospettiva escatologica che riprende un versetto dell'Apocalisse: ''Conosco le tue opere, la carita', la fede, il servizio e la costanza e so che le tue ultime opere sono migliori delle prime'' (Ap 2,19).
Un versetto che si riferisce alla chiesa scomparsa di Tiatira, che nella sua positivita' e' sempre chiamata a porsi in vero atteggiamento di fede alla luce Parola, tenendo presente che e' assai facile cadere nell'errore, nell'ambiguita' e nella cattiva interpretazione della volonta' di Dio.
Un vero e proprio invito a camminare con coscienza retta, secondo l'Arcivescovo Bertolone per ''salvare e custodire quanto di buono e' stato fatto e rompere definitivamente con quanto c'e' ancora di negativo''. ''Per quanto riguarda la sfera etica - ha ricordato il Presule -, sono il superamento delle derive riguardanti la concezione di famiglia, la fedelta' e la stabilita' della vita di coppia, l'accettazione responsabile delle nuove vite, la costruzione della propria identita' sessuata. Per quanto riguarda, invece, la sfera religiosa il ravvedimento impone di emarginare ogni pratica occulta, magica, spiritistica o, piu' generalmente New Age; la volonta' di emarginare chi ci mostra come desiderabili gli idoli di questa societa' (ed invece sono dei profeti di sventure); di resistere con ogni forza alle lusinghe dei facili guadagni, come quelli che vengono da un'economia basata sull'illegalita' e sulle pratiche criminali e mafiose''.
Mons. Bertolone ha ribadito che ''salvare e custodire il buono ed il bene, significa fare opere di misericordia, cioe' opere a vantaggio dell'uomo fatto di carne e di sangue, ma fatto anche di spirito, di anima, di desideri, passioni, gusto del bello... Fare le opere di misericordia - ha detto mons. Bertolone - e' essere come il buon Samaritano, nel quale si identifica Gesu': e' lui che, senza fare distinzioni tra peccatore e giusto, nemico o amico, correligionario o non, l'uomo che si china, soccorre, lenisce le ferite, mette a disposizione il proprio denaro, rinvia affari urgenti e importanti... per essere misericordioso verso ''il prossimo'', ovvero ''l'altro'', per il quale giova perdersi, se lo si vuole ritrovare per la cui fame c'e' da preparare ogni giorno il boccone, perche' soltanto cosi' si comprende che mangiamo per vivere, non l'inverso!'' Gli interventi, moderati da don Domenico Battaglia, hanno visto come primo relatore don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana, che dettato la prolusione sul tema: ''Il pane della misericordia nutre il corpo di tuo fratello e sazia la tua anima''. Analizzando il contesto attuale dove spesso l'uomo e' schiavo della stessa tecnica e lontano dai valori cristiani e morali, don Sciortino ha richiamato la responsabilita' e la corresponsabilita' verso gli ultimi, rimarcando la necessita' di recuperare, incarnare e testimoniare la parola del Signore che non pone nessun limite alla misericordia.
A seguire poi le relazioni di don Edoardo Palma e don Angelo Fusto, del clero di Catanzaro-Squillace, studiosi in scienze bibliche a Roma ed a Gerusalemme, che hanno offerto due riflessioni di approfondimento sul tema del convegno. Con un approfondimento biblico, dalle relazioni e' emerso come l'aspirazione alla misericordia accompagna la storia dell'uomo in tutte le sue fasi, da quelle piu' cruente a quelle di relativa serenita', da quelle caratterizzate dalle maggiori conquiste intellettuali a quelle piu' oscure, segnate da un deciso regresso socio-culturale. E come la misericordia del Padre si riflette nell'agire misericordioso del Figlio, cosi' l'amore viscerale del Figlio deve caratterizzare l'essere di ogni cristiano.
Interessante anche la comunicazione di Giuseppe Rusconi, giornalista vaticanista e scrittore che ha fatto chiarezza sul ruolo di ''supplenza caritativa'' che la Chiesa attua nella missione pastorale, venendo incontro alle necessita' di tanti popoli. Infine le indicazioni operative per l'anno pastorale per un'attenzione verso gli ultimi sono state dettate da don Domenico Piraino, direttore della Caritas diocesana. I lavori del convegno si sono conclusi con la preghiera finale scritta dall'Arcivescovo Bertolone.(ASCA)
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Catanzaro: concluso convegno ''La misericordia e le sue opere''
CATANZARO - Presbiteri, diaconi, consacrati e consacrate, fedeli laici e autorita' si sono ritrovati nel pomeriggio di ieri nel teatro Politeama
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