E così Katya Gentile, lady di ferro di casa (il padre è Pino assessore regionale e lo zio è Tonino, senatore del Pdl) risponde al ceffone di Occhiuto con un paio di calci negli stinchi. Calci insidiosi perché mentre il sindaco Occhiuto nel motivare la defenestrazione ha parlato solo di motivi personali lei, Katya che fisicamente è la fotocopia del papà Pino ma caratterialmente è spiccicata allo zio Tonino, l’ha buttata in politica. Pesantemente in politica. Con lui, dice la Gentile riferendosi al sindaco architetto e fratello dell’ex deputato Roberto Occhiuto, era praticamente impossibile andare avanti. «Avevamo ed abbiamo due concezioni opposte della città, delle sue esigenze. Un buon padre di famiglia quando ci sono pochi soldi porta a casa prima il pane e il latte e poi pensa la resto. Lui no. Il sindaco Occhiuto ha invece pensato prima alle luci, alle feste e alle fiere poi, senza riuscirci, alle emergenze sociali di una città allo stremo. Io no. Io rispondo di un voto popolare che mi chiede conto ogni giorno del fatto che c’è gente che non ha nemmeno un uovo in frigo. Altro che scenografie architettoniche del terzo millennio, Occhiuto le sperimenti nel suo studio queste cose. Cosenza ha bisogno di risposte pratiche e quotidiane e questo non è il sindaco che fa al suo caso in un momento come questo». «Mi ero già dimessa diverso tempo fa» ha proseguito Gentile. «Poi sono rientrata per il bene della città ma quello che è successo di recente è solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Diciamo che lui mi ha rimossa da un incarico che non volevo più e che non ho più nessuna intenzione di ricoprire, né ora né mai con questo sindaco. Ora la giunta deve essere azzerata, il Pdl non può farsi ricattare dall’Udc che è in via di estinzione. Poi la crisi può pure rientrare ma la giunta deve essere azzerata e deve essere azzerata pure la presidenza del consiglio».
Questa la posizione ufficiale della griffe Gentile, notoriamente la più forte in città. Poi toccherà a Scopelliti forse stasera o domani provare a dipanare la matassa ma certo che regna su Cosenza e sul centrodestra calabrese il caos assoluti. In conferenza stampa mancavano per esempio i consiglieri vicini ad Orsomarso e quelli vicini a Morrone segno evidente che non tutti i big regionali del partito sono sulla posizione dei Gentile, che vorrebbero di fatto azzerare il Comune dopo la cacciata di Katya. C’erano i manciniani e qualcuno degli scopellitiani che ancora una decisa presa di posizione non l’hanno presa. La sensazione di tutti è che sull’altare del marchio Gentile, e dello sgarro subito, possa saltare il tappo dell’intero centrodestra regionale. Ed è per questo che fin qui il governatore s’è tenuto lontano dalle rive del Crati. Ora non può farne a meno però. Un giro è costretto a farselo.
(Tempo di lettura: 2 - 3 minuti)
C'eravamo tanto (e sempre) odiati
Cosenza - Ha aspettato qualche giorno dopo la “cacciata” dalla giunta e dalla poltrona di vice e poi, in conferenza stampa, ha detto la sua. In modo chiaro e netto, come nel suo stile e nel suo dna di famiglia.
Ultimi da
- 'Ndrangheta: Cgil, debole tessuto politico-economico a Rossano
- Inchiesta Fincalabra: sentita dirigente regionale Buonaiuto
- Patto Regione-Aiop: pm Catanzaro chiede processo per Scopelliti
- "Letti di notte", a San Marco Argentano la tappa calabrese
- Ogm: Oliverio (Pd), difendiamo l'agricoltura di eccellenza



