e' la dimostrazione che l'Europa e l'Italia stanno sottovalutando la questione a discapito di vite umane''. Ad affermarlo il presidente di Anolf Calabria, Rosa Maria Perrone, e il presidente dell'Anolf Sicilia, Salvatore Daidone. Il naufragio di Lampedusa si verifica a pochi giorni di distanza da un altro costato la vita a una quarantina di persone. I corpi recuperati in mare privi di vita dalla Guardi Costiera sono circa una ventina, ma il bilancio potrebbe essere destinato a salire se e' vero che a bordo del barcone, proveniente dalla Libia, c'erano circa 400 migranti. Secondo Perrone e Daidone gli sforzi che l'Italia sta facendo attraverso l'operazione Mare Nostrum, probabilmente non bastano. ''La Sicilia e la Calabria sono ai confini dell'Europa pertanto la posizione geografica espone i nostri territori al business dei trafficati di esseri umani che con imbarcazioni di fortuna non si fanno scrupoli e lucrano sui sogni e sulle speranze delle famiglie costrette a fuggire dal loro Paese a causa di persecuzioni e violenze. Infatti, non per ultimo, il caso del rapimento delle studentesse avvenuto in Nigeria, nei giorni scorsi, utilizzate come 'merce di scambio' per il rilascio di alcuni prigionieri. Non basta l'impegno economico dell'Europa - affermano Perrone e Daidone - c'e' bisogno di una politica economica che deve assumersi le proprie responsabilita' per porre fine, in modo definitivo, al continuo fenomeno di perdite di vite umane realizzando una politica comune di gestione dei flussi migratori. A tal proposito chiediamo che tutti gli Stati membri dell'Europa, le Organizzazioni Umanitarie Internazionali e l'ONU intervengano con un programma umanitario volto a costruire percorsi sicuri per guidare e sostenere tutti gli esseri umani che fuggono dalle guerre, dalla miseria e dalla fame. E' urgente che si intervenga in modo concreto per evitare il verificarsi di tante tragedie umane''.
Asca



