nelle istituzioni abbia assunto dimensioni preoccupanti e, quale frutto amarissimo proprio dell'intesa scellerata tra politica e criminalità organizzata, si sia esteso ben oltre il Mezzogiorno a tutte le regioni d'Italia.
Fin dal primo giorno del suo insediamento, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha incoraggiato le istituzioni a impegnarsi nella lotta alla mafia, una lotta che porto avanti sin dall'inizio del mio mandato, quando presentai la proposta di legge 660 diretta a reintrodurre la Legge Lazzati nella sua portata originaria. In principio, la Legge Lazzati vietava l’attività di campagna elettorale a soggetti appartenenti ad associazioni mafiose e sorvegliati speciali, impedendo al virus del fenomeno mafioso di attaccare le istituzioni, tenendolo lontano da uno dei momenti più delicati della vita democratica, quello della formazione del consenso nelle competizioni elettorali.
Come spesso accade però, la normativa è stata approvata senza la sua efficacia originaria.
Per questo motivo ho scritto una lettera al Presidente Mattarella, al fine di attirare la sua attenzione in modo da sbloccare i lavori parlamentari visto che la proposta di legge giace ancora in Senato. La cultura della legalità a cui personalmente intendo contribuire è una priorità assoluta. Solo così possiamo scongiurare il condizionamento mafioso nelle istituzioni democratiche.
Sebastiano Barbanti
cittadino eletto alla Camera



