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antincendio-calabriaverde-2023

(Tempo di lettura: 1 - 2 minuti)

Li definiscono tolleranti gli abitanti di questo Bel Paese ,ma l’altruismo e la comprensione non sono di certo le prerogative degli italiani . Basti pensare agli immigrati per capire che la solidarietà non ci caratterizza affatto:il caso dei profughi ,meglio noti come “quelli che vengono e ci rubano il pane”,

per la nostra Penisola è un problema di primaria importanza.
Un atteggiamento individualista quello dei miei connazionali che potrebbe indurre chiunque a pensare che l’Italia sia una nazione narcisista.
Colpo di scena:la Calabria esula dal contesto. Sì,la regione più arretrata di tutte diventa tollerante nei confronti di chi il suo Paese è stato costretto ad abbandonarlo;di chi, salendo su un barcone ,ha affrontato il cosiddetto “viaggio della speranza”;di chi ha perso ogni affetto a causa di una guerra ingiusta.
Riace,comune in provincia di Reggio,è un modello d’accoglienza che il sindaco Domenico Lucano ha contribuito a render tale. Il suo impegno a favore dell’immigrazione è stato notevole,tant’è che si dice che l’economia cittadina abbia fatto un passo in avanti proprio grazie al numero di migranti accolti.
Il primo cittadino ha compiuto un lavoro eccellente offrendo una nuova possibilità a chi pensava di esser vittima di un flagello divino,e sfuggire alla critica dopo aver dato vita a un’impresa di un simile calibro è inevitabile: “ci sono più stranieri che riacesi!” urla a gran voce la massa.
E come contraddirla se più di sei mila persone richiedono asilo?
L’idea che un comune italiano,in questo caso calabrese, sia abitato da libici,siriani e nordafricani fa paura a molti. Si teme forse di perdere la propria identità? Da quanto ci si sente portatori del tanto rinomato “amor di patria”?
Interrogativi che a stento conoscono una risposta perché ovviamente è preferibile ribadire che “quelli che vengono e ci rubano il pane” devono tornare in Libia,in Siria e in Nord Africa.


Laura Aversa
Classe IV E
Liceo scientifico “A.Guarasci” di Soverato

 

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