delle imprese italiane è mutato radicalmente con il perdurare della crisi: nei primi tre mesi del 2015 rimangono stabili i buoni pagatori ma continua ad aumentare il numero di imprese che saldano le fatture con gravi ritardi, un fenomeno oramai consolidato che sta mettendo in difficoltà molti fornitori. All’interno di questo scenario, nel primo trimestre dell’anno in corso, la Calabria ha mostrato molte difficoltà, posizionandosi al penultimo posto nel Paese in fatto di puntualità nei pagamenti commerciali. Solo il 20,5% delle imprese campane ha infatti saldato puntualmente le fatture ai propri fornitori, mentre il 47,1% ha regolato i conti con un ritardo fino a 30 giorni dai termini concordati e ben il 32,4% con un ritardo oltre i 30 giorni. La Campania inoltre mostra una performance di pagamento nettamente inferiore sia alla media italiana (36,3% di imprese puntuali, 15,7% di imprese oltre i 30 giorni di ritardo), sia a quella del Sud e le Isole (22,4% di imprese puntuali) Una situazione in cui si segnala anche la preoccupante crescita dei ritardi oltre i 30 giorni dai termini concordati, che dal 2010 ad oggi hanno conosciuto un incremento del 191,9%. Nel contempo, sempre rispetto a 5 anni fa appaiono in calo del 17,5% le imprese con ritardi entro 30 giorni dalla scadenza e in diminuzione del 35,5% i buoni pagatori. È quanto si evince dallo Studio Pagamenti realizzato da CRIBIS D&B, la società del Gruppo CRIF specializzata nelle business information, che ha analizzato i comportamenti di pagamento delle imprese calabresi nel primo trimestre 2015.
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Il sistema dei pagamenti commerciali
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