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Visita guidata all'Archivio di Stato di Cosenza

La storia ''in fieri'' di Olga Simbari

Giovedì 21 novembre 2013, gli alunni delle classi IID e IIB hanno avuto la possibilità di partecipare ad una visita guidata presso l'Archivio di Stato di Cosenza.
L'archivio di Stato di Cosenza è stato istituito il 12 novembre 1818 e, dal 2008, ha sede nell'ex caserma Domenico Moro, complesso monumentale di origine conventuale,
sorto, probabilmente, dopo la morte di San Francesco di Paola.
La visita è iniziata con una breve presentazione dell'archivio da parte della guida, la Dottoressa Pasqualina Trotta. Entrati in un laboratorio, gli alunni hanno incontrato due tecnici; uno di loro ha parlato del restauro, dando la possibilità di vedere e fotografare un volume notarile del 1593, mentre l'altro ha spiegato la rilegatura. Si è parlato di quinterne, di dorso, di coperte, di pergamene.
Dopo pochi minuti la visita si è spostata in uno studio pubblico, dove i libri, la tranquillità e uno straordinario profumo di storia rendevano tutto perfetto. Qui, alcuni ragazzi si sono fermati ad osservare i vari volumi mentre altri hanno potuto vedere un inventario dove erano schematizzati tutti i documenti presenti nell'archivio, come quello relativo alla buffa storia di un uomo ''in lotta'' con il Comune per aver costruito una porta su un terreno municipale.
Gli alunni, infine, si sono riuniti nella sala conferenze per la presentazione del sito web, momento che tutti avrebbero potuto vivere in modo autonomo, ma che si è rivelato comunque interessante.
L'archivio di Stato ha un sito web davvero ben organizzato e in continuo aggiornamento. È stata presentata la banca anagrafica: un archivio elettronico di informazioni organizzate secondo alcuni criteri (nome, cognome, luogo di nascita, professione) che ne consentono il recupero attraverso un software di interrogazione. Dopo circa venti minuti la dottoressa Trotta ha congedato gli alunni.
I ragazzi, insieme ai professori, si sono fermati per qualche minuto ad osservare una piccola chiesa ortodossa ubicata accanto all'Archivio, dove hanno avuto modo di dialogare piacevolmente con un sacerdote sulla presenza degli albanesi in Calabria e sulle ricchezze artistiche e culturali del territorio.
L'ultima tappa del viaggio è stata presso il Museo dei Brettii e degli Enotri (così chiamato per le popolazioni vissute in epoca romana nel territorio calabrese). Purtroppo, per mancanza di tempo, non è stato possibile soffermarsi ad apprezzare ogni oggetto del museo. In una rassegna veloce sono stati apprezzati: lucerne, monete, bracciali, reti di ceramica, vasi talmente capienti da contenere dei bambini.
La visita si è poi conclusa con una breve sosta al centro commerciale Metropolis.
È stata una giornata interessante, che ha dato modo di apprezzare il valore storico del territorio calabrese; una giornata coinvolgente che ha affascinato tutti, professori e ragazzi.

 Olga Simbari, II D Liceo Classico "Pitagora"

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