Torna nelle scuole ''Il cacciatore di meduse''

Torna nelle scuole ''Il cacciatore di meduse''

Torna nelle scuole il libro di Ruggero Pegna dal titolo “Il cacciatore di meduse”.

La storia, ambientata quasi interamente in Sicilia tra Lampedusa a San Vito Lo Capo, passa per altri luoghi non solo italiani. un romanzo antirazzismo come lo definisce lo stesso autore, già introdotto in molte scuole, divenuto un testo di riferimento sui temi dell’immigrazione, dell’integrazione e, più in generale, su argomenti purtroppo attuali come il razzismo e il rispetto di ogni tipo di diversità.

Primo classificato al “Premio Antonio Proviero” e al “Premio Core.re. Cultura”, il romanzo ha avuto la menzione d’onore al “Premio Michelangelo Buonarroti”, premiato tra i finalisti al Premio Internazionale “Il sigillo di Dante” della “Dante Alighieri” di La Spezia e al Premio Nazionale Città di Grosseto “Amori Sui Generis” anche per la copertina, il romanzo è già stato anche tradotto in braille per vedenti e ipovedenti.

E nel 2017, il libro è stato inserito tra i libri consigliati dalla World Social Agenda della Fondazione Fontana di Padova a studenti e docenti delle scuole secondarie di secondo grado sul tema “Migranti e Diritto al futuro”.

Il romanzo, che narra la storia di Tajil, bambino somalo sbarcato a Lampedusa con la sua mamma e un Pinocchio di legno, e dei suoi amici miseri e immigrati di tutto il mondo, è stato inoltre presentato con successo alla Book City di Milano e al Salone del Libro di Torino, colpisce per l’intensità della narrazione e l’incanto delle ambientazioni: dal magico scenario della costa siciliana, ad altri luoghi molti belli del nostro Paese, come Le Castella in Calabria o alcune vie di Roma, fino a qualche capitolo che si snoda nel suggestivo centro storico di Praga.

“Nessuno ha scelto di nascere – afferma Pegna - né dove, né con quale colore della pelle. Ognuno ha diritto a sperare in una vita migliore, nella pace e nel rispetto della stessa dignità umana. Credo che sia un messaggio importante per i giovani, ma anche per quella politica che semina odio e paure come spot!”

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