un’iniziativa che pone al centro il vissuto dei piccoli pazienti del reparto di Ematoncologia Pediatrica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Renato Dulbecco. Il progetto nasce per dare voce a bambini, adolescenti e famiglie che affrontano quotidianamente la sfida della malattia, trasformando il dolore in un percorso narrativo fatto di colori, fotografie e parole.
La mostra si inserisce in un dialogo più ampio con l’esposizione nazionale La bellezza dell’imperfezione, sottolineando come la malattia non debba essere il centro dell’identità della persona, ma solo il contesto in cui continua a fiorire il desiderio di una vita quotidiana e autentica.
La direttrice della Soc di Ematoncologia Pediatrica, la dottoressa Maria Concetta Galati, ha evidenziato come l’iniziativa rappresenti fedelmente il complesso percorso psicologico delle famiglie, spiegando che l’obiettivo del reparto è aiutare i ragazzi a restare bambini e non solo pazienti. In questo contesto, l’espressione emotiva diventa uno strumento di resistenza e cura.
Un contributo fondamentale è arrivato anche dall’artista Fabio Mazzitelli, che ha donato oltre cento opere ai reparti e ha collaborato attivamente con i giovani per dimostrare come l’arte possa strappare un sorriso anche nei momenti più difficili.
La dirigente medica Eulalia Galea ha aggiunto che il progetto trasforma la fragilità in forza, creando uno spazio reale di rinascita e riconoscimento.
I veri curatori dell’esposizione sono gli stessi ragazzi, supportati dalle referenti del progetto: la dottoressa Ilenia Sabato, psicologa e psicoterapeuta, e la dottoressa Noemi Doria, filologa esperta nella costruzione narrativa.
La direzione scientifica è stata affidata al dottor Giuseppe Raiola, direttore del Dipartimento Materno-Infantile e presidente dell’Acsa & Ste, il quale ha coordinato l’intero impianto metodologico basandosi sull’ascolto quotidiano dei pazienti.
Giuseppe Raiola ha sottolineato che storie come quelle di Giovanni, Martina e del piccolo Francesco insegnano a parlare della malattia senza esserne schiacciati, restituendo dignità e umanità a ogni singolo vissuto.
L’evento ha visto una massiccia partecipazione delle autorità, a testimonianza della sensibilità verso il tema dell’umanizzazione delle cure. Tra i presenti figuravano il prefetto Castrese De Rosa, l’assessore regionale Antonio Monturo, la vice sindaca Giusy Iemma e l’assessora comunale Donatella Monteverdi.
Il progetto è stato realizzato con il sostegno del commissario straordinario dell’azienda Simona Carbone, che ha creduto fermamente nella valorizzazione del lavoro dell’équipe multidisciplinare.
La mostra, che gode di numerosi patrocini tra cui l’Università Magna Graecia e l’Aieop, resterà aperta al pubblico fino al 31 gennaio, invitando l’intera comunità a guardare alla cura come a un cammino corale di bellezza e partecipazione.



